Educazione dei bambini, oltre l’azzurro e il rosa… I rischi della transizione

Egregio Direttore,
Mi consenta di commentare l’articolo pubblicato su La Verità il 15 agosto: Luca Bernardo: “L’educazione dei bambini, oltre l’azzurro e il rosa”.

Il 15 agosto a p.12 Maddalena Loy documenta e scrive: “velato il business dei baby trans: «Creano pazienti perpetui per soldi»”. A p.21 Luca Bernardo riprende il tema del suo art “La disforia non sia il campo di guerra tra tifoserie”, e scrive “L’educazione dei bambini, oltre l’azzurro e il rosa”: “l’educazione di genere” permetterebbe “a ogni bambina e ad ogni bambino di sviluppare il proprio potenziale umano, liberi da gabbie sociali e stereotipi stratificati nei secoli.”
In epoche passate, quando erano chiare a tutti le responsabilità sociali, la storia annovera grandi personaggi quali Matilde di Canossa, Eleonora d’Aquitania, Elisabetta d’Ungheria, Maria Tudor, quest’ultima calunniata dai protestanti con l’appellativo di “sanguinaria”, che invece si addice perfettamente alla sorellastra Elisabetta massacratrice di Cattolici in Inghilterra e in Irlanda.
Oggi Sanchez, Macron, Zelensky, von der Leyen, Mogherini, Lorenzini, Lagarde sono egualmente assurti (purtroppo) a posizioni di potere indipendentemente dall’essere uomini e donne.
Sarebbe interessante sapere che cosa il Prof. Bernardo intenda con “educazione di genere” e con “gabbie sociali e stereotipi stratificati nei secoli”: aderisce egli alla ideologia gender di Judith Butler e all’ideologia queer della sociologa bolognese De Lauretis? San Camillo de Lellis approverebbe questi atteggiamenti del Direttore del Dipartimento Pediatrico del Fatebenefratelli Milano?
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme

http://www.prolifeinsieme.it

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Nell’art “La disforia non sia il campo di guerra tra tifoserie” il Prof. Luca Bernardo scrive: “Il ruolo dei clinici oggi … sarebbe quello di accompagnare l’adolescente nell’esplorazione di sé. L’attivazione di protocolli come le carriere alias …  potrebbe rappresentare per molti studenti un argine contro il drop-out scolastico e il bullismo?”
La diagnosi di disforia di genere viene attualmente spesso frettolosamente posta senza adeguata indagine delle numerose comorbilità, che possono esprimersi anche con disorientamento riguardo alla realtà sessuale geneticamente determinata. I social che bombardano bambini ed adolescenti, sono ampiamente responsabili di distorcere la fisiologica percezione che la persona ha di sé.
La carriera alias costituisce riconoscimento della disforia di genere e rinforza quindi il soggetto nella percezione distorta rispetto allal sua realtà sessuale. Sul disagio di alcuni bambini e adolescenti crescono i profitti di ditte produttrici di ormoni, di medici psicologi e psicoterapeuti. Il Gruppo di lavoro “I Diritti dei bambini” (Diritti maiuscolo, bambini minuscolo) della Società Italiana di Pediatria invoca un centro regionale per la incongruenza di genere avendo registrato 251 casi nell’arco di 14 anni, pari a meno di 18 casi/anno. (1) Se i 18 casi/anno venissero distribuiti su 20 centri regionali, 18 centri si occuperebbero di 1 paziente; i restanti 2 centri di zero pazienti! A spese ovviamente dei contribuenti Italiani.
Maddalena Mosconi, psicoterapeuta del Saifip Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica di Roma, afferma che “molti adolescenti che inizialmente vogliono effettuare un percorso di transizione FtoM (da femmina a maschio), ma poi durante il percorso psicologico si spostano verso una maggiore fluidità”. (2) Magnifico risultato di incremento della confusione mentale, con la quale questi adolescenti si presentano in cerca di aiuto.
Il “cambio di sesso” non può modificare la genetica 46,XY dell’uomo e 46,XX della donna, può soltanto sfigurare l’aspetto esteriore per mezzo di bombe ormonali e di mutilazioni chirurgiche; genera però una platea di pazienti cronici clienti dei sopra citati.
Il Prof. Luca Bernardo sa perfettamente che l’ideologia gender, che pretenderebbe offrire una giustificazione “scientifica” ai fenomeni LGBTQ+, è stata inventata da Judith Butler, laureata in filosofia, e dalla sociologa bolognese Teresa De Lauretis. Entrambe avulse da qualsiasi nozione di medicina.
Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme

Bibliografia minima:
1) Accesso alle cure per incongruenza di genere: modello regionale per bambini/e e adolescenti. Una riflessione del Gruppo di Studio SIP “I Diritti dei bambini” dopo la chiusura a Londra del Centro di riferimento sull’identità di genere (Tavistock) 04.08.2022 https://sip.it/2022/08/04/accesso-alle-cure-per-incongruenza-di-genere-modello-regionale-per-bambini-e-e-adolescenti/
2) Sabina Pignataro: Bambini ed adolescenti transgender: i numeri veri e le parole giuste. 15.02.2019http://www.vita.it/it/article/2019/02/15/bambini-e-adolescenti-transgender-i-numeriveri-e-le-parole-giuste/150696/

Nei numeri 101 e 119 di Notizie ProVita&Famiglia ampia documentazione degli interessi che incentivano e speculano sulla disforia di genere.