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Educazione affettiva a scuola, si può parlare di sessualità solo alle medie e superiori
Ottimo diffondere il diritto-dovere dei genitori e delle famiglie di educare i figli, sancito dall’art.30 della Costituzione, e confermare: “Obbligatorio il consenso scritto e preventivo. Divieto assoluto per scuola dell’infanzia e primaria”: il Ministro difende giustamente, come è stato democraticamente approvato, il diritto dei genitori e delle famiglie ad essere preventivamente e compiutamente informati di iniziative scolastiche extracurriculari.
Il Ministro ha fatto altrettanto bene ad inviare direttamente ai genitori interessati una comunicazione, che sarebbe potuta rimanere lettera morta a fare ragnatele in qualche soffitta. Non stupirebbe neppure che qualcuno avrebbe potuto occultarla per suoi motivi ideologici.
Mentre parimenti per motivi ideologici si strombazza continuamente la bellezza e l’utilità di questa cosiddetta educazione sessuale e all’affettività, che a nulla serve se non a far piovere soldi dei contribuenti nella capaci tasche di individui e di organizzazioni; a dissipare risorse di materiali e di tempo nelle scuole; a sessualizzare gli adolescenti con i nefasti risultati ben documentati in tutti i paesi infestati da decenni di questa pseudo-educazione.
E, per cortesia, si rispettino i bambini e gli adolescenti! Non è proprio il caso di addestrare gli alunni di scuole materne ed elementari all’uso del bilama per una barba che non hanno. Si deve invece riflettere che molti incidenti stradali sono causati da diciottenni neopatentati inebriati da un insano gusto per la velocità. Guardiamo in faccia alla realtà ed usiamo prudenza nell’educare veramente a comportamenti responsabili, anziché con il pretesto della “educazione sessuale e all’affettività“ indottrinare al sesso brado e spregiudicato.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
