“MA NON TI ARRENDI PROPRIO MAI..! ”
Così sembra dicesse San Filippo Neri durante le numerose vessazioni subite dal demonio.
Il diavolo pare si presentasse al santo sotto le più varie specie, da quelle pure di Maria Santissima a quelle languide di una bella ragazza al fine di mettere alla prova l’amor proprio e la purezza del santo.
Mai ci riuscì ad ingannarlo in quanto san Filippo sempre lo riconosceva e chiosava con quelle parole appunto.
I PRIMI FIRMATARI della raccolta firme per il referendum sull’educazione affettiva nelle scuole sono due attivisti lgbt+, portavoce del Comitato “Sì educazione affettiva nelle scuole”.
Guardando dunque chi sono i promotori dell’iniziativa credo non ci sia altro da aggiungere.
O forse sì, come diceva il simpatico San Filippo:
“Ma non vi arrendete proprio mai… “.
La domanda mi sia lecita:
Che problema avete con il consenso informato?
Per quale oscuro motivo le famiglie dovrebbero restare fuori da questa parte così delicata della sfera affettiva?
Cosa avete da nascondere?
Tutto quello che viene insegnato a scuola è trasparente.
Ognuno vi può accedere per vedere in cosa consistano le discipline scolastiche nei loro contenuti.
Perché mai l’ affettività si dovrebbe fare di nascosto dei genitori?
Nessuno ha mai chiesto che il discorso affettivo venga cancellato dalla scuola superiore.
Viene solo chiesto che venga condiviso e approvato dalle famiglie e in questo credo non ci sia niente di così strano.
Altro è il discorso invece per le scuole dell’infanzia, per le primarie di primo e secondo grado dove parlare di sessualità è prematuro.
Molti sono i modi per introdurre il rispetto e questo gli insegnanti lo sanno bene, non hanno bisogno di interventi di esperti esterni per fare quello che fanno da sempre.
SIAMO NEL PIENO di un inverno demografico al quale va cercato un rimedio se non vogliamo collassare.
Sostenendo i giovani, la famiglia, la nostra economia.
Cercando di fare tornare la voglia di mettere al mondo bambini.
Siamo circondati da paesi in guerre che non accennano a fermarsi.
Il nostro già debole welfare è messo alla prova da tutti gli arrivi di migranti attratti da questo “El Dorado” che poi esiste solo nelle loro fantasie.
Ma in questo “casino cosmico” ci serve davvero un referendum per decidere se qualche presunto esperto può intervenire senza se e senza ma sui nostri giovani?
E poi scusate…. Ma chi lo pagherebbe il referendum?
Angela D’Alessandro. Insegnante
Comitato “Prolife insieme”
www.prolifeinsieme.it
