Ed.affettiva a scuola:un intervento “culturale “ rivela effetti dopo anni

Egregio Direttore,
Scrivo in merito all’articolo
https://www.friulioggi.it/friuli/educazione-sessuo-affettiva-successo-progetto-manzano-premariacco-2-gennaio-2026/
L’educazione affettiva a scuola non fa paura: i risultati positivi a Manzano e Premariacco

E’ senz’altro positivo e rispettoso dei diritti delle famiglie che gli incontri con gli alunni siano stati preceduti da una “presentazione ai genitori”. Si potrebbe porre il quesito se i genitori stessi, eventualmente dopo tale presentazione, non sarebbero in grado di procedere autonomamente, come loro diritto e dovere: Costituzione art.30: “E’ dovere dei genitori mantenere,istruire ed educare i figli anche se nati fuori del matrimonio.” Riguardo ai “riscontri molto positivi” chi legge questo articolo non dispone di strumenti per valutare, ma risulta sempre dubbia una valutazione effettuata a mezzo di un questionario elaborato da coloro stessi che organizzano un corso.

A mio modo di vedere, sarebbe sufficiente una maggiore sorveglianza dei genitori sui mezzi di informazione, da cui i figlioli traggono spesso messaggi distorti ed esempi disturbanti. E la scuola potrebbe recare invece messaggi ed esempi veramente educativi, come ha sempre fatto, almeno in passato. Qualche esempio?
Catullo, il grande poeta latino, così scrive avendo scorto da lontano la fanciulla amata (Elegia 51): “(la sua visione) a me misero sottrae tutti i sensi,  … la lingua diventa torpida.”
Properzio, forse meno conosciuto ma altrettanto grande poeta latino, rivela il turbamento provato per la prima volta di fronte alla sua Cinzia: “Cinzia per prima catturò me misero con i suoi splendidi occhi; mai in precedenza avevo provato tali turbamenti.”
Guido Cavalcanti, pur noto per fama di ateismo, (Rime 35)dall’esilio così si rivolge alla sua amata:
Per ch’io non spero di tornar giammai,
ballatetta in Toscana va tu,
soave e piana, dritta alla Donna mia,
che per sua cortesia ti farà grande onore.

Superfluo citare le espressioni di rispetto e di ammirazione di Dante Alighieri per Beatrice, di Francesco Petrarca per Laura.
Shakespeare (sonetto 116, nella bella traduzione di Elisabetta Sala):
… Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
è la stella-guida di ogni sperduta barca,
il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.
Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama:
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio.
Se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

Poiché i sentimenti non sono certamente soltanto quelli dell’amore tra uomo e donna, vale la pena di rinviare alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso: all’episodio di Sofronia ed Olindo (Canto II), al duello mortale di Tancredi e Clorinda seguito dal Battesimo di Clorinda (Canto XII); o ai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni: all’episodio della Madre di Cecilia (cap.34), alla predica del Cappuccino Padre Felice ai guariti dalla peste (cap.36).

La letteratura offre vera educazione al rispetto e all’affettività. Si potrebbe aggiungere il riferimento ai semplici e consacrati tre princìpi cardine del diritto, icasticamente espressi da Ulpiano: I princìpi del diritto sono questi: vivere con onestà, non danneggiare alcuno, corrispondere a ciascuno il suo (Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere, alterum non laedere, suum cuique tribuere. Digesto 1.1.10).

Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme

http://www.prolifeinsieme.it