L’articolo pone molti interrogativi con toni che stimolano una risposta , toni ben diversi da quelli cui c’hanno abituati movimenti e partiti abortisti per i quali l’aborto è un diritto senza se e senza ma, magari da inserire anche nella Costituzione!
Penso che chiunque abbia una retta coscienza consideri l’aborto una piaga, una sconfitta,una debacle se è vero, come è vero, che il risultato finale di questa pratica è la soppressione di un essere umano e, in ogni caso senza giudicare e senza colpevolizzare, ma anche senza giustificare a priori,la fragilità di chi lo ha effettuato
Appellarsi poi al fatto che c’è una legge( L. 194) risulta fuorviante…la storia è piena di editti e leggi ingiuste a partire dall’editto di Creonte cui si oppose fieramente Antigone , o le leggi razziali antisemite del 1938 in Italia o le leggi segregazioniste Jim Crow negli USA, o il sistema dell’Apartheid in Sudafrica. ecc.ecc.
Combattere le leggi ingiuste è, anche se obtorto collo, dato lo stigma sociale, un dovere morale.
Ritorniamo però alla domanda stimolante :” accompagnare o indirizzare ?” È mai entrato in un consultorio? Con ben altri mezzi,rispetto ad un CAV, con ben altro plauso sociale, con ben altra fideistica intransigenza la risposta alle difficoltà delle donne è sempre e sempre una : fissare l’intervento o distribuire come ” chicche” le pillole RU486! Sfido chiunque a trovare un operatore sanitario o un medico in tali strutture che prospetti oggettivamente i rischi fisici e/o psicologici che tale scelta può comportare, sfido chiunque a trovare qualcuno che prospetti un piano B rispetto all’aborto sempre e subito. Mi tornano spesso alla mente le parole del ginecologo Viale di + Europa in un’intervista in cui asserisce:” Io i bambini li frullo, sì, li frullo” ; degno erede dell’antesignana Bonino che si faceva immortalare mentre “aspirava” il feto con la pompa di una bicicletta…mi sembra che, in questi casi,il disprezzo per la vita, il sadismo si discostano di poco, se non per le dimensioni delle vittime , da quanto emerge nei famigerati files.
E allora, di che cosa vogliamo parlare ? I CAV aiutano davvero le donne a fare scelte consapevoli nel momento stesso in cui non occultano né nascondono le verità scomode che tutti vorrebbero mettere sotto il tappeto : si tratta di un essere umano la cui vita non vale meno di quella di chi lo ha generato; il modo in cui i piccolini vengono soppressi è quanto di più inumano e crudele si possa immaginare; ci possono essere conseguenze fisiche e psicologiche per le donne che intendono abortire.
E ancora, sempre per rispondere ai suoi dubbi, quanti saranno mai gli stupri o le malformazioni prenatali rispetto allo scandalo di 6milioni di aborti dall’entrata in vigore della legge, fino ad oggi solo in Italia ?
Statisticamente, dati i numeri, è evidente che l’aborto viene considerato un ” mezzo anticoncezionale” in totale dispregio della legge 194 stessa che recita:” L’IVG non è concepita come un metodo anticoncezionale, ma come strumento di tutela sociale della maternità e prevenzione dell’aborto”.
Credo che la campana di Monsignor Suetta sia davvero una benedizione perché in questo momento, date le dimensioni del fenomeno, niente sia più utile, auspicabile ed urgente di una pausa di riflessione e verifica!
La redazione del Comitato “Prolife insieme”
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