Egregio Direttore,
Nell’articolo pubblicato su La Verità del 25/07/2026 a pag. 23, “La disforia non sia il campo di guerra tra tifoserie” il Prof. Luca Bernardo scrive: “Il ruolo dei clinici oggi … sarebbe quello di accompagnare l’adolescente nell’esplorazione di sé. L’attivazione di protocolli come le carriere alias … potrebbe rappresentare per molti studenti un argine contro il drop-out scolastico e il bullismo?”
La diagnosi di disforia di genere viene attualmente spesso frettolosamente posta senza adeguata indagine delle numerose comorbilità, che possono esprimersi anche con disorientamento riguardo alla realtà sessuale geneticamente determinata. I social che bombardano bambini ed adolescenti, sono ampiamente responsabili di distorcere la fisiologica percezione che la persona ha di sé.
La carriera alias costituisce riconoscimento della disforia di genere e rinforza quindi il soggetto nella percezione distorta rispetto allal sua realtà sessuale. Sul disagio di alcuni bambini e adolescenti crescono i profitti di ditte produttrici di ormoni, di medici psicologi e psicoterapeuti. Il Gruppo di lavoro “I Diritti dei bambini” (Diritti maiuscolo, bambini minuscolo) della Società Italiana di Pediatria invoca un centro regionale per la incongruenza di genere avendo registrato 251 casi nell’arco di 14 anni, pari a meno di 18 casi/anno. (1) Se i 18 casi/anno venissero distribuiti su 20 centri regionali, 18 centri si occuperebbero di 1 paziente; i restanti 2 centri di zero pazienti! A spese ovviamente dei contribuenti Italiani.
Maddalena Mosconi, psicoterapeuta del Saifip Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica di Roma, afferma che “molti adolescenti che inizialmente vogliono effettuare un percorso di transizione FtoM (da femmina a maschio), ma poi durante il percorso psicologico si spostano verso una maggiore fluidità”. (2) Magnifico risultato di incremento della confusione mentale, con la quale questi adolescenti si presentano in cerca di aiuto.
Il “cambio di sesso” non può modificare la genetica 46,XY dell’uomo e 46,XX della donna, può soltanto sfigurare l’aspetto esteriore per mezzo di bombe ormonali e di mutilazioni chirurgiche; genera però una platea di pazienti cronici clienti dei sopra citati.
Il Prof. Luca Bernardo sa perfettamente che l’ideologia gender, che pretenderebbe offrire una giustificazione “scientifica” ai fenomeni LGBTQ+, è stata inventata da Judith Butler, laureata in filosofia, e dalla sociologa bolognese Teresa De Lauretis. Entrambe avulse da qualsiasi nozione di medicina.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it
Bibliografia minima:
1) Accesso alle cure per incongruenza di genere: modello regionale per bambini/e e adolescenti. Una riflessione del Gruppo di Studio SIP “I Diritti dei bambini” dopo la chiusura a Londra del Centro di riferimento sull’identità di genere (Tavistock) 04.08.2022 https://sip.it/2022/08/04/accesso-alle-cure-per-incongruenza-di-genere-modello-regionale-per-bambini-e-e-adolescenti/
2) Sabina Pignataro: Bambini ed adolescenti transgender: i numeri veri e le parole giuste. 15.02.2019http://www.vita.it/it/article/2019/02/15/bambini-e-adolescenti-transgender-i-numeriveri-e-le-parole-giuste/150696/
