Egregio Direttore,
Mi permetta di commentare l’articolo https://www.ilsole24ore.com/art/culle-vuote-salute-riproduttiva-come-priorita-sanita-pubblica-AJqvRYK
II CALO DELLE NASCITE è un problema al quale è necessario dare una risposta.
Significa infatti invecchiamento della popolazione, con tutti i problemi sia sociali che economici che ne derivano.
Pensioni a rischio perché un minor numero di lavoratori paga i contributi.
Costi sanitari più alti giustificati dalla maggioranza di anziani presente sul territorio che richiedono più assistenza medica.
Economia più debole perché, mancando le persone, anche la spesa pubblica ed il giro di denaro subiscono un freno.
Mettere al mondo figli oggi però è sempre più una sfida per le giovani coppie.
Trovare un lavoro stabile non è semplice.
Lo stato non incentiva sufficientemente le famiglie con figli.
I servizi per i bambini come asili nido sono troppo cari.
LA DENATALITÀ rappresenta una vera emergenza a cui è necessario cercare una soluzione.
Soluzione che non troverà però risposta perchè la cultura nascita zero è sostenuta dalla grande maggioranza delle rappresentanze politiche.
Basti pensare come la difesa della distribuzione di anticoncezionali gratuiti, venga recepita quasi all’unanimità in molti ambienti sia sociali, che culturali che politici.
Riducendo così la sessualità a esclusiva materia tecnica.
La fecondità viene quindi sottomessa alla libertà di scelta di uomini e donne.
Il messaggio che oggi passa è che il fare figli diventa un serio problema da evitare quando si “fa sesso”.
La sessualità risulta essere così scissa da ciò che in natura rappresenta, ossia il potere di riprodursi.
Per non parlare poi della drammatica piaga che l’aborto nel nostro Paese rappresenta.
Ogni anno in Italia vengono sacrificati migliaia di bambini sull’altare dei diritti.
Bambini che se fossero messi al mondo risolverebbero l’inverno demografico in cui siamo intrappolati.
II PARADOSSO poi raggiunge il suo massimo nella procreazione medicalmente assistita.
In questo caso il sesso visto come atto per procreare viene accettato in quanto esprime il proprio desiderio/diritto di avere un figlio.
Un figlio “a tutti i costi”.
Che nulla ha a che fare con l’apertura alla vita.
Con il riconoscere che i figli non sono il diritto di una coppia o, peggio, di un single che desidera magari realizzarsi nella maternità.
Una domanda però mi viene spontanea.
Ma anziché correre dietro “alla gestione dell’infertilita conclamata”, cercando con ogni mezzo di fare nascere bambini, non sarebbe più logico lasciare vivere quelli che già ci sono?
Angela D’Alessandro
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
