Ddl Valditara: dignità per i docenti trasparenza per le famiglie

https://www.ildolomiti.it/politica/2026/educazione-alla-sessualita-il-consenso-informato-entrera-nelle-scuole-trentine-pronta-la-circolare-dal-dipartimento-genitori-chiamati-a-visionare-i-materiali

IN TRENTINO IL DDL VALDITARA entra nelle scuole con il consenso informato, che consiste nel visionare i materiali che verranno usati per il progetto sessualità e affettività da parte dei genitori.
Questi ultimi dovranno dare il loro consenso scritto, sia sui contenuti dei progetti, sia sui nomi e sui curricula degli esperti esterni chiamati a collaborare.
Il tutto dovrà essere fatto con almeno 7 giorni di anticipo.
Per chi non acconsente sarà garantita un’attività formativa alternativa.

QUESTO DDL NON È CENSURA ma buon senso.
Compito della scuola è istruire, dovere della famiglia è educare.
Non è possibile che, all’insaputa dei genitori, si parli di temi tanto sensibili o peggio, si entri in aula con attivisti e con progetti ideologici camuffati da “educazione al rispetto”.
Purtroppo questo in passato è successo.
In classe, all’insaputa dei genitori, sono entrate associazioni che avevano una visione dell’uomo ” discutibile “, per usare un eufemismo.
Hanno parlato di educazione sessuale riducendola a tecnica, spogliandola dei contenuti romantici e pudici che la rendono “esperienza bellissima”.
Illustrando come usare un contraccettivo, come prevenire una malattia ecc.
Si è parlato di affettività senza però mai evidenziare quanto sia importante in una coppia l’amore vero, che è fatto anche di attesa, di fedeltà, di rispetto.
Si è fatto riferimento all’identità di genere come di una teoria “neutra” cosa che di fatto non è.
Esistono infatti maschi e femmine.

IL DDL VALDITARA NON VIETA di parlare di sessualità, chiede solo trasparenza nei contenuti.
Mi pare che questo sia il minimo dovuto, quando si tocca l’intimità di un minore.
Il sesso senza pudore si riduce a mero consumo.
L’educazione senza l’intervento della famiglia diventa puro indottrinamento.
Il consenso informato restituisce ai genitori il loro ruolo naturale di primi educatori, come riconosce anche la Costituzione.
Allo stesso tempo costringe la scuola ad essere trasparente.
A collaborare con le famiglie senza sostituirsi ad esse.
La prevenzione delle gravidanze indesiderate, delle malattie, delle violenze, ma soprattutto delle ferite affettive che segnano i nostri ragazzi, non si fa insegnando ad usare correttamente il contraccettivo o con qualche ora di lezione.
Si fa con l’alleanza educativa di genitori informati, docenti preparati, esperti seri e trasparenti.
La sessualità non deve essere presentata come consumo da rendere sicuro, ma come un incontro da rendere umano.

LA RICHIESTA DI AUMENTO di retribuzione da parte dei docenti trentini è allora sacrosanta.
I diritti vanno infatti insieme ai doveri.
Un insegnante sottopagato è un insegnante demotivato, costretto magari a fare secondi lavori e ad essere meno presente per gli alunni.
È giusto aumentare gli stipendi ai docenti trentini.
Senza dignità economica viene meno l’autorevolezza educativa.
Agli insegnanti va allora riconosciuto, anche a livello economico, lo sforzo.
Con il consenso informato si chiede ai docenti di diventare “educatori” in dialogo con i genitori.
Ciò richiede, oltre a preparazione e delicatezza, tanto tempo per incontrare le famiglie, visionare i materiali, gestire i progetti.
È un compito impegnativo e come tale deve essere pagato di più.

Angela D’Alessandro. Insegnante. Bolzano
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it