Dal gender alla pediatria inclusiva: il nuovo fronte culturale sull’infanzia

COSA STA SUCCEDENDO?
Come sta evolvendo o meglio come sta regredendo la società?
Sembra ci sia in atto un complotto, proveniente da una certa parte di uomini e donne, decisi a stravolgere il mondo.
Pronti a ridisegnarne i connotati, a rivoluzionare quella cultura che da sempre ci rappresenta.
E chi meglio dei bambini da usare come trampolino di lancio?
Così ingenui, delicati e manipolabili.
Con la scusa dell’inclusione si fanno loro passare messaggi senza capo né coda.
Si fanno entrare nelle scuole dell’infanzia maschi travestiti da donne, con abiti improbabili che raccontano ai bambini che tutto questo è normalità.
Che ci si può vestire da femmine anche se si è maschi.
A piccoli che ancora non hanno maturato una identità sessuale.
E TUTTO CIÒ SAREBBE NORMALE?
 Adesso sta girando in rete anche “la pediatria arcobaleno”.https://www.facebook.com/share/p/192JrLNq7U/
Una nuova guida inclusiva per i pediatri italiani.
 Medici che vorrebbero cambiare il corso della natura.
Medici stregoni.
Che vorrebbero farci credere che è normale che un uomo ami un uomo o una donna ami un’altra donna o che si possa cambiare sesso se quello biologico sembra non rappresentarci.
Il fatto che questo possa succedere non significa che rappresenti il normale corso della vita.
La riproduzione umana, da sempre, si fonda sull’unione carnale tra maschio e femmina. L’evoluzione ha scelto per riprodursi l’approccio eterosessuale non a caso, in quanto il maschio e la femmina rappresentano il modello ideale per fare crescere un bambino.
Perché il maschile e il femminile, sono due straordinari universi complementari.
Diversi ma complici in questa diversità.
 È attraverso l’unione di due nature differenti che si esprimono al meglio diverse sensibilità.
E queste differenze si fondono, offrendo un completo equilibrio, sia per quello che riguarda la vita sessuo/affettiva della coppia sia nella crescita dei figli.
Le differenze non sono mai limiti ma sempre risorse, al fine di costruire relazioni solide.
PER FARE PASSARE IL MESSAGGIO che “il diverso” non va né insultato, né ridicolizzato, né aggredito, né discriminato, non serve saltare sui carrozzoni del gay pride.
Gli omosessuali non devono per forza riconoscersi in coloro che girano con gli attributi ben in mostra, con cartelli volgari e spesso offensivi nei confronti della religione… sempre quella cattolica peraltro.
L’omosessualità rimane comunque una eccezione, da rispettare, ma non da imporre come modello ideologico o fatta passare come normalità.
Non si può negare la natura, non è possibile negare che si nasca maschi e femmine e nemmeno si può negare che per riprodursi, la specie umana (ma anche quella animale) debba per forza percorrere una via.
 Non è possibile stravolgere le leggi della natura perché esse sono immutabili.
La natura pone dei limiti ai quali l’uomo è subordinato.
 Anche il mondo culturale esprime la consapevolezza di tali limiti e che “accettare questi limiti permette di vivere in armonia con l’ordine naturale”.
“Nella Filosofia del Limite di Kant, i confini della conoscenza umana non sono solo ostacoli, ma recinti protettivi che definiscono cosa e come possiamo conoscere” (Cit.)
Impariamo dunque ad accettare che sì, esiste l’eccezione in natura, ma che questa non rappresenta la regola.
E che davvero, per quanto ci si possa sforzare, non è possibile mettersi al posto di Dio.
Angela D’Alessandro
Comitato Prolife insieme