Cremona, aborto e cartelloni pro-life : bioetica contro la vita?

https://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/581405/lospedale-sia-libero-da-qualsiasi-ideologia.html

Egregio Direttore,mi consenta di replicare all’ articolo” L’ ospedale sia libero da qualsiasi ideologia”.
In seguito alla rimozione a Cremona del cartellone provita da parte del sindaco Virgilio, ci sono state, nei giorni scorsi, varie prese di posizione provenienti dalle differenti correnti sensibili alla questione, sia di ordine politico che etico- sanitario. Una di queste, ascrivibile al medico anestesista Mario Riccio della Consulta di bioetica, propone di rimuovere anche la possibilità di tenere veglie di preghiera nel giorno di mercoledì (terzo del mese) quando, come sottolinea, da programma si svolgono proprio le interruzioni di gravidanza. Il medico in questione, che aiutò Piergiorgio Welby a morire, sostiene che le donne che vanno ad abortire già in preda a grave turbamento psicologico, non meritano di percorrere un simile umiliante  percorso, costituito secondo lui, dal cartellone e dalla preghiera.
Analizziamo dunque questo termine.
Umiliante, è qualcosa che degrada o mortifica profondamente la libertà personale, provocando vergogna.

Dottor Riccio, lei parla di libertà di manifestare il proprio  pensiero e libertà di interrompere la gravidanza. Non ha mai pensato che ciò che umilia la donna è proprio la degradazione di ridursi ad uccidere il proprio figlio mentre cresce nel suo utero? Da questo, deriva il grave turbamento psicologico che lei rileva e che porterà, dopo l’aborto a dolorose conseguenze. Come fa ad affermare che l’ospedale dove lei svolge il suo servizio in quei mercoledì è il tempio dove si celebra il diritto di tutela alla salute? Io lo definirei piuttosto il tempio della morte dove si compiono dei sacrifici di poveri bambini!   Quanto all’affermazione” … tutti vorremmo che non fosse più necessario l’ aborto…ma nei casi di violenza…” non vorrà fare credere che la provincia di Cremona è densamente popolata di violentatori?

Le consiglierei invece, di avvicinare qualcuno di quei volontari Prolife che animavano la preghiera davanti al cartellone che è stato rimosso, così forse scoprirebbe che appena si tende una mano a quelle DONNE, esse accettano di accogliere la vita e di tenerla con sé, oppure di portare a termine la gravidanza e ricorrere poi al Parto in Anonimato. A fronte di ciò,le suggerirei di interrogarsi anche sul diritto di ottenere la libertà di non abortire. Una libertà falsamente garantita dalla legge 194/78 che sarebbe il momento di invocare e portare alla ribalta.Vorrebbe dire salvare l’ umanità.
Cordialmente.

Maria Cariati per il Comitato Prolife Insieme
www.prolifeinsieme.it