Egregio Direttore,
mi consenta di replicare all’ articolo ” Liberi Subito”, in Calabria raccolte oltre 3800 firme per la proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito.” https://ildispaccio.it/calabria/2026/07/03/liberi-subito-in-calabria-raccolte-oltre-3-800-firme-per-la-proposta-di-legge-sul-suicidio-medicalmente-assistito/
È in atto la raccolta di firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare ” Liberi Subito” ad opera dell’ associazione Luca Coscioni, con lo scopo di regolamentare le procedure per il suicidio assistito.
In altre regioni, l’ obiettivo è stato già raggiunto; in Calabria le cose procedono a rilento, perciò la suddetta associazione spinge su questa iniziativa per ovviare al tentativo del Governo di cancellare i diritti esistenti e fare sì che il diritto all’ Aiuto alla Morte Volontaria (riconosciuto dalla Consulta) non dipenda dal luogo in cui si vive ( come è già stato chiesto per l Aborto, non è vero?); sembra un paradosso, ma tant’ è. Poiché sono nata in Calabria, la notizia provoca in me sentimenti di sdegno e di ripulsa.Provo a spiegarne i motivi.
Una regione, la mia, di una bellezza naturale indescrivibile. Circondata interamente dal mare. Dotata di una sovrabbondanza di luoghi a connotazione storica, artistica, culturale, archeologica.Eppure, così povera, sfruttata, devastata su molti fronti sotto il giogo di ricchi signori e proprietari terrieri senza scrupoli che spesso non vi risiedevano nemmeno. Le sue popolazioni, a motivo di ciò sono stati privati della consapevolezza dei fondamentali diritti della dignità umana, assoggettati ad un perenne clientelismo che conduce ad una mentalità assistenzialistica, e mortifica ed azzera qualsiasi possibilità di iniziativa autonoma ( quelle poche, vengono scoraggiate dalla malavita organizzata).Ora l’ associazione mortifera pretende addirittura di ottenere per quelle genti, figlie di una civiltà millenaria, il diritto alla morte col suicidio assistito? Non vi è vergogna alcuna ad invocare ciò?
Mi rivolgo pertanto alle cariche sociali di detta associazione della morte: se aveste a cuore la libertà dei calabresi, vi battereste per i diritti che sono realmente tali, cioè quelli che servono a garantire la dignità umana che qui elenco giacché sembra che li abbiate dimenticati con l’ obnubilazione delle vostre coscienze: diritto alla vita, dalla nascita alla morte naturale; diritto al lavoro, senza il quale non si può esistere; diritto alla salute; diritto all’ istruzione e all’ informazione non manipolata da ideologie; diritto a rimanere nella propria terra e a non emigrare; diritto a combattere per difendere quest’ultima e contribuire a renderla più libera, sicura e giusta.
Sono questi i bisogni della mia gente e non certo le mire di morte che intendete raggiungere con codeste” proposte di leggi”.
Cordialmente.
Maria Cariati. Mirto-Crosia ( Cosenza).Comitato Prolife Insieme
www.prolifeinsieme.it
