Consultori per la donna? O contro la donna?

https://www.piuculture.it/2025/08/quale-futuro-per-i-consultori-intervista-alla-dottoressa-laura-anelli/

Egregio Direttore, le invio la mia replica all’ articolo
” Consultori, dove la cura incontra i diritti”.
Circa 50 anni fa, nel luglio del 1975 con la legge 405 nascevano i consultori familiari. Questa legge precedeva di poco l’ istituzione del SSN, che fu frutto della mobilitazione dei lavoratori per il diritto alla salute.

Siamo negli anni 70′, nel pieno del movimento della contestazione giovanile, della rivoluzione sessuale e dell’emancipazione femminile.
La società è in rapido mutamento,in pochi anni si passa dalla famiglia tradizionale, in cui i membri si prestavano cure, sostegno e protezione reciproci, a quelle nucleari, inconsapevoli e inermi di fronte ai nuovi rivoluzionari cambiamenti: il lavoro femminile extra familiare, la già menzionata rivoluzione sessuale, la contraccezione, l’aborto,il divorzio. In questo scenario i consultori avrebbero dovuto essere strutture territoriali di prossimità a tutela della salute delle donne, bambini, coppie, famiglie e invece, fin dall’inizio sono stati presidi di emancipazione, cultura e liberazione femminile,(ideologia femminista in cui l’ uomo e la donna sono in contrapposizione e rivalità ) luoghi di presa di coscienza di generazioni di donne giovani e meno giovani riguardo il proprio corpo e i diritti ad esso correlati( salute sessuale e riproduttiva).
Un vero programma contro la vita, la coppia, la famiglia.

Mi sembra che dopo mezzo secolo, sia doveroso fare un bilancio: l’ istituzione familiare è in forte declino a favore di unioni e convivenze effimere, i divorzi non si contano,gli aborti sono diventati un mezzo di controllo delle nascite, che sono ormai meno di un figlio a coppia e per concludere la violenza nella società è esponenzialmente aumentata, con quotidiani omicidi spesso a carico del genere femminile.

Cionondimeno, nel manifesto di mobilitazione per il rilancio dei consultori della CGIL e Fp si legge: – Smantellare i CF significa demolire luoghi per la salute sessuale e riproduttiva, per la prevenzione della violenza di genere nonché del disagio giovanile e familiare, per l’ educazione affettivo- sessuale. Infine per l’accesso libero e sicuro all’Ivg.
Non a caso,nelle raccomandazioni si sottolinea che i percorsi di reclutamento debbano riguardare personale non obiettore di coscienza e inoltre si deve impedire la presenza di associazioni e movimenti antiabortisti…e più avanti…Smantellare i consultori familiari vuol dire attuare le politiche di associazioni antiabortiste e di rivendicazione del valore sociale della donna solo in quanto madre…come già fa l’attuale governo.
Noi come Comitato “Prolife Insieme” diciamo a queste sigle politico- sindacali, mettersi contro la vita e la famiglia vuole dire condannare l’ Italia ad una morte prossima; i sindacati hanno già il loro compito, che è lo scopo per il quale sono nati, cioè difendere i diritti dei cittadini sul posto di lavoro.
Mobilitarsi per cause ideologiche che nulla hanno a che fare con tale scopo, per cercare di raggranellare consensi non porterà a nulla se non a peggiorare la già tanto precaria situazione della nostra società.
Cordialmente.

Maria Cariati per il Comitato Prolife Insieme
http://www.prolifeinsieme.it