Consenso informato su ed.sessuale: stretta collaborazione tra famiglie e scuola

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IL DDL VALDITARA sul consenso informato da parte dei genitori per lezioni riguardanti la sfera sessuo/affettiva è stato approvato.

Se una parte di popolazione ha appreso la notizia con soddisfazione, non manca la parte che descrive le criticità di tale scelta.
Il problema, dicono alcuni, è che non tutti i ragazzi hanno famiglie che affrontano serenamente il discorso “sessualita’”con i propri figli.
Quindi, se non è una terza persona ad occuparsene, in questo caso la scuola, il rischio che se ne occupi l’algoritmo è alto.
Il web è infatti ottimo maestro di pornografia e di sessualità spinta.

CIÒ PERÒ NON TOGLIE che l’argomento rimanga di competenza soprattutto della famiglia.
Innanzitutto perché tutto quello che è inerente alla sfera sessuale fa parte del l’intimità dell’individuo e quindi merita rispetto.
Parlare a scuola di sesso come di una materia qualsiasi, potrebbe non trovare tutti gli studenti ugualmente pronti per affrontare un tema tanto delicato.
In classe ci sono realtà eterogenee ed ognuna di esse con un proprio vissuto sempre diverso.
Quindi non si tratta di far passare “la materia” correttamente perché problema non è soggettivo ma oggettivo.

OLTRETUTTO OGGI PIÙ CHE MAI la scuola è diventata “refugium peccatorum”.
È noto infatti che nelle aule riescano ad entrare sempre più spesso gruppi di pseudo educatori che tentano di fare passare una educazione sessuale a senso unico, invitando talvolta anche gli insegnanti ad uscire.
Parlando di masturbazione, facendo passare come normali i rapporti anali od orali.
Invitando le ragazze, anche delle medie in caso restassero incinte, a non dirlo ai genitori perché c’è sempre la possibilità di abortire.

CHE FINE FAREBBE POI la tanto amata e decantata privacy se l’educazione sessuale diventasse alla stregua delle materie curricolari?
La condivisione ne creerebbe una violazione.
L’educazione sessuale non può essere assimilata alla normalità delle discipline scolastiche perché tanto, troppo intima.
Inoltre chi se ne dovrebbe occupare?

Credo che il consenso informato da parte delle famiglie sia il giusto compromesso perché queste ultime vanno coinvolte e soprattutto rispettate.

INTERESSANTE INVECE sarebbe organizzare momenti formativi con i genitori provando a stabilire con loro come affrontare al meglio il problema.
Perché l’obiettivo della educazione sessuale è quello di fare passare l’importanza della corretta relazione tra uomo e donna.
Di cosa sia l’amore.
Perché non dovrebbe essere cosa buona un confronto con le famiglie? Così che queste ultime non si trovino a dover fare i conti con insegnamenti diversi dalla loro linea educativa.

LA RICERCA DA PARTE degli adolescenti di risposte riguardanti il sesso sui siti pornografici non smetterà di certo se sarà la scuola ad occuparsi di fare chiarezza in tal senso.
Quando si cercano informazioni navigando online infatti alla base non c’è solo curiosità ma disagio.
E sono in primis le famiglie che si devono interrogare.
È necessario inoltre che ci sia la consapevolezza da parte dei governi che è pericoloso che i media diffondono immagini volgari, a partire dalle pubblicità o anche da certi film passati in prima serata o in orari improbabili.
È importante che si torni a parlare di morale anche in famiglia e quindi si torni ad educare.
La sessualità, oltre ad essere un fatto culturale, ha bisogno di ritrovate quei confini, non affinché diventi morbosa ricerca di curiosità, ma perché torni a risplendere nell’ ottica dell’amore condiviso.
Non oggetto di desiderio malato ma custodito e magari rivisto con quella forma di pudore purtroppo perduto.

Angela D’Alessandro
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it