Cortese richiesta di replica
Vi faccio una domanda: ma perché tutto questo volersi imporre,voler a tutti costo parlare, spiegare,indottrinare i nostri giovani con l’educazione sessuale e all’affettività nelle scuole? Ammesso che sia giusto proporre i corsi, non sarà che queste associazioni LGBTQ hanno timore di non essere considerate, quindi ricorrono alle imposizioni?
Questa è una domanda che in tanti ci facciamo .
Partiamo dal fatto che queste associazioni di certo sono consapevoli di non avere alcuna presa sulla società, perché sanno bene che non è un argomento così importante per gli italiani che, ogni giorno, si trovano a dover affrontare problemi ben più gravi.
Secondariamente, l’imporsi costituisce una violazione della libertà altrui, si può discutere,far presente ma non obbligare.
Infine, come vi è sempre stata, per esempio, la libertà di scegliere se optare per la religione cattolica o no, non vedo assolutamente per quale motivo alzare un polverone sull’obbligo di ottenere il consenso informato da parte dei genitori in merito all’educazione sessuale, nella classe (scuola) del proprio figlio.
Questa si chiama né più né meno libertà di scelta, un principio imprescindibile in democrazia.
Anche perché non va assolutamente dimenticato che è la famiglia a dover educare i propri figli,dal momento che, fino a quando sono minori, ne è responsabile.
Quindi, si può dire che in un paese democratico questa decisione del ministro Valditara è giustissima.
Immaginiamo lo scenario opposto, in riferimento all’insegnamento della religione cattolica: se fosse inserita tra le materie scolastiche tout court, senza il consenso dei genitori, non ci saremmo forse ritrovati le barricate della sinistra?
Ben venga quindi il consenso informato dei genitori su una materia così delicata come l’educazione affettiva e alla sessualità a scuola.Ed.sessuale nelle scuole e consenso informato: rispetto per i genitori
Barbara Cinti
Comitato “ Pro-life insieme “
http://www.prolifeinsieme.it