Come i Santi ci insegnano ad essere Pro-life. Intervista a Radio Maria di Don Giorgio Longo

Intervista a don Giorgio Longo, seconda parte ( link per riascoltare la trasmissione di Radio Maria: https://radiomaria.it/puntata/tavolo-pro-life-19-10-2026/ )

SANTA MADRE TERESA: UNA SANTA POLITICAMENTE SCORRETTA

Madre Teresa, al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu (1910-1997), è una gran­de santa, un personaggio straordinario, amata da tutti e insignita anche del Premio Nobel per la Pace. Ma in occasione della sua canonizzazione sono state narrate soprattutto le opere di misericordia corporale, quel suo chinarsi verso i più poveri, i più sofferenti, i moribondi abbandonati da tutti. Perché quando i cattolici fanno queste cose è facile avere l’applauso del mondo. Ma sono stati generalmente taciuti alcuni aspetti della sua vita, invece molto rilevanti per capire la sua personalità e il suo carisma, politicamente scorretti. Perché fino a quando si dà da mangiare agli affamati va tutto bene, ma quando si parla male dell’aborto o del comunismo, allora meglio stendere una cortina di silenzio.

Al servizio della vita

Conoscendo più da vicino Madre Teresa, ho scoperto in lei alcune affinità con l’apostolato di Alleanza Cattolica: matura la vocazione religiosa facendo gli esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola (1491-1556) ed è molto devota alla Madonna di Fatima, di cui tiene una statua nella sua casa. S’impegna verso tutto ciò che deturpa la società nei suoi aspetti morali: suscitano in lei vera ripugnanza le politiche di aborto e di sterilizzazione varate dal governo indiano, come soluzione al rapido incremento demografico dell’India, e fa pressione sul primo ministro Indira Ghandi (1917-1984) affinché ritiri quelle politiche demografiche. Accoglie con grande entusiasmo l’enciclica del Papa San Paolo VI (1963-1968) Humanae vitae e s’impegna per la diffusione dei metodi di regolazione naturale della fertilità, dimostrando nei fatti quanto siano efficaci e semplici da apprendere anche da parte delle persone più umili.

Non tollera mancanze di rispetto verso il Papa e il magistero della Chiesa, soprattutto in materia di matrimonio o di morale sessuale. Non approva il lassismo che vede serpeggiare nella Chiesa, la mancanza di disciplina nella preghie­ra, il contegno non appropriato in cappella, il fatto che alcuni preti e suore non vestano abiti religiosi.

L’11 dicembre 1979 le viene conferito il Premio Nobel per la Pace. Fa scalpore, in quell’occasione, il suo discorso contro l’aborto, in cui, fra l’altro, afferma: «Io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’u­c­ci­sione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa. E leggiamo nelle Scritture, perché Dio lo dice molto chiaramente: “Anche se una madre dimenticasse il suo bambino, io non ti dimenticherò. Ti ho inciso sul palmo della mano”. Siamo incisi nel palmo della sua mano, così vicini a Lui che un bambino non nato è stato inciso nel palmo della mano di Dio. E quello che mi colpisce di più è l’inizio di questa frase, che “Persino se una madre potesse dimenticare, qualcosa di impossibile, ma perfino se si potesse dimenticare, io non ti dimenticherò”. E oggi il più grande mezzo, il più grande distruttore della pace è l’a­borto. E noi che stiamo qui, i nostri genitori ci hanno voluti. Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla».

Papa San Giovanni Paolo II, nell’omelia tenuta per la beatificazione di Madre Teresa, ha ricordato che la religiosa «[…] soleva dire: “Se sentite che qualche donna non vuole tenere il suo bambino e desidera abortire, cercate di convincerla a portarmi quel bimbo. Io lo amerò, vedendo in lui il segno dell’amore di Dio”».

 

CHIARA CORBELLA: mamma testimone della vita

1. “Siamo nati e non moriremo mai più”: questo è il grande messaggio di Chiara Corbella Petrillo: una vita normale e insieme straordinaria! Chiara: una giovane di 28 anni, romana, piena di vita nella quale emerge la semplicità di una ragazza che vive la fede nella pienezza della sua femminilità.

2. Una donna di oggi, alle prese con gli amici, l’università e… il fidanzamento:

all’età di 18 anni, in un pellegrinaggio a Medjugorje, incontra Enrico con cui si fidanza pochi mesi dopo. Nel 2008 la coppia corona il sogno di sposarsi, ad Assisi. Chiara ed Enrico conducono una vita normale, amano scherzare, uscire e divertirsi con gli amici.

3. Chiara ama e si lascia amare da Dio, dal marito Enrico, e dai figli, che accoglie nonostante tutto: «Il Signore ha voluto donarci dei figli speciali, ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita, ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre ».

4. Durante la prima gravidanza, infatti, arriva la diagnosi di una malformazione di Maria Grazia Letizia, che vivrà solo trenta minuti.

Anche il secondo figlio, Davide Giovanni, soffre di un’altra grave patologia che lo porterà alla morte in pochi istanti.

5. Chiara non ha dubbi sul fatto che come mamma può solo amare, contro ogni ragionamento che le suggerirebbe di anticipare il parto, forzare la natura, o abortire.

6. Arriva la terza gravidanza e il bimbo è sano. Ma stavolta tocca a Chiara. Nel marzo 2011 le viene diagnosticato un tumore, che cura solo parzialmente per non mettere in pericolo la vita del piccolo. Francesco nasce il 30 maggio 2011, mentre Chiara muore il 13 giugno 2012.

7. In breve la devozione per Chiara si è diffusa in Italia e nel mondo. Il suo sorriso giunge in ogni dove per ricordare che “siamo nati e non moriremo mai più”.

– Considerazioni personali

 

Don Giorgio Longo

Comitato Pro-life insieme

http://www.prolifeinsieme.it

Intervista di Vittoria Criscuolo

  • Cosa ci insegnano queste vite sante?
  • Come possiamo essere prolife come loro?
  • Suggerimenti: preghiera, formazione, apostolato, militanza