Intervista a RADIO MARIA di don Giorgio Longo . ( prima parte) Qui il link per la trasmissione .https://radiomaria.it/puntata/tavolo-pro-life-20-07-2026/
Grazie a Vittoria che mi ha invitato nell’amata Radio Maria, oggi parleremo dei santi che naturalmente sono tutti pro life di per sé, ma alcuni di loro sono stati profondamente amanti e difensori della vita. Cerchiamo di incontrarli:
SAN GIOVANNI PAOLO II: IL GIGANTE DI MARIA
Questo popolo, popolo siciliano, talmente attaccato alla vita, popolo che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte. Qui ci vuole civiltà della vita!
Così disse il Papa polacco ad Agrigento il 9 maggio 1993: appunto: ci vuole civiltà della vita! Disse a braccio quasi gridando! Ecco un vero profeta: difensore della vita in tutte le sue fasi, da Papa ma anche prima di esserlo, in tutta la sua vita.
Il Papa polacco fu autore di alcuni tra i più importanti documenti della Chiesa contemporanea su questi temi, dall’enciclica Evangelium Vitae alla serie di catechesi conosciuta come Teologia del Corpo. In essi, Giovanni Paolo II ha offerto una visione profondamente cristiana della persona: il corpo, la sessualità, la maternità, la sofferenza, la fragilità e la morte non sono realtà da separare dalla dignità umana, ma luoghi in cui questa dignità deve essere riconosciuta e custodita.
L’Evangelium Vitae resta uno dei testi più significativi per comprendere la visione del Papa sulla vita umana. “Il messaggio più importante dell’enciclica è la verità che la vita è un dono di Dio; Egli è il donatore della vita e si prende cura della vita umana durante tutta la sua esistenza”. Ecco alcuni punti fondamentali da conoscere su questo documento, che mantiene intatta la sua attualità.
1. Quando è stata pubblicata?
Papa San Giovanni Paolo II ha promulgato l’Enciclica Evangelium Vitae il 25 marzo 1995, nella Solennità dell’Annunciazione del Signore, nel 17° anno del suo pontificato. La sua stesura è stata sollecitata da molti cardinali nel 1991, affinché venisse realizzato un documento che esaltasse il valore della vita umana.
2. Cosa dice sul valore della vita umana?
Tra le tante affermazioni sul valore della vita, un passaggio chiave è quello intitolato “Valore incomparabile della persona umana”. Qui il Papa sottolinea che «l’uomo è chiamato a una pienezza di vita che va oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla stessa vita di Dio».
Nel paragrafo 2, aggiunge che la vita umana è «una realtà sacra, affidata all’uomo perché la custodisca con responsabilità e la porti a perfezione nell’amore e nel dono di sé a Dio e ai fratelli».
3. Cosa dice Evangelium Vitae sulla “cultura della morte”?
San Giovanni Paolo II denuncia la cultura della morte come «una vera e propria struttura di peccato, caratterizzata dalla diffusione di una mentalità contraria alla solidarietà». Afferma che è «attivamente promossa da forti correnti culturali, economiche e politiche, portatrici di una concezione della società basata sull’efficienza».
I principali fenomeni che rientrano in questa cultura della morte sono l’aborto e l’eutanasia con accenno poi alla contraccezione.
4. Cosa dice Evangelium Vitae sull’aborto?
San Giovanni Paolo II lo definisce «un crimine abominevole», chiarendo che «l’aborto procurato è l’eliminazione deliberata e diretta di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, dal concepimento alla nascita».
Denuncia inoltre che, nella coscienza di molti, si è «offuscata la percezione della gravità di questo male», anche a causa di un linguaggio ambiguo, come l’uso dell’espressione “interruzione della gravidanza”, che tende a minimizzarne la gravità nell’opinione pubblica.
5. Cosa dice l’Enciclica sull’eutanasia?
San Giovanni Paolo II afferma che «l’eutanasia è una grave violazione della Legge di Dio, in quanto eliminazione deliberata e moralmente inaccettabile di una persona umana».
E aggiunge: «Questa pratica può avere, a seconda delle circostanze, la malizia propria del suicidio o dell’omicidio».
Sottolinea inoltre che «nelle società del benessere, caratterizzate da una mentalità efficientista, il crescente numero di persone anziane e malate è spesso visto come un peso insopportabile», alimentando così il fenomeno dell’eutanasia.
6. Cosa dice Evangelium Vitae sulla contraccezione?
Nel paragrafo 13, il Papa spiega che «si sostiene frequentemente che la contraccezione, sicura e accessibile a tutti, sia il rimedio più efficace contro l’aborto» e che «la Chiesa, insegnando l’illiceità morale della contraccezione, favorirebbe indirettamente l’aborto».
Tuttavia, chiarisce che questa è un’affermazione falsa, perché «la mentalità contraccettiva, ben diversa dall’esercizio responsabile della paternità e maternità, accresce proprio la tentazione dell’aborto di fronte al concepimento di una vita non desiderata».
7. Cosa dice San Giovanni Paolo II sulla riproduzione artificiale, assistita o in vitro?
Il Papa sottolinea che queste tecniche «costituiscono nuovi attacchi alla vita umana», perché «separano la procreazione dal contesto integralmente umano dell’atto coniugale» e «registrano alti tassi di insuccesso».
Inoltre, evidenzia che spesso vengono prodotti più embrioni del necessario, che poi vengono «soppressi o utilizzati per ricerche scientifiche, riducendo la vita umana a semplice ‘materiale biologico’».
8. La preghiera finale alla Vergine Maria
San Giovanni Paolo II conclude l’Enciclica con una toccante preghiera alla Vergine Maria. La reciteremo alla fine.
SANTA GIANNA BERETTA MOLLA: DONARE LA VITA, FINO ALLA FINE
Altra gigante e vera testimone della vita è Santa Gianna: figura grandissima, come per tante figure, più conosciuta e amata all’estero che in Italia e nella sua stessa terra. Lo posso testimoniare anche io di persona. Vediamo la sua vita.
Gianna nacque a Magenta il 4 ottobre 1922 da Alberto e da Maria de Micheli. Era la decima figlia di una famiglia profondamente cristiana che diede alla luce tredici figli, di cui tre consacrati a Dio e cinque morti in giovane età.
Nel 1952, aprì a Mesero un ambulatorio nel quale impegnò tutte le sue energie fino alla morte, mentre contemporaneamente si dedicava all’apostolato all’interno dell’Azione Cattolica. Aveva inizialmente pensato di svolgere la sua professione di medico in missione, raggiungendo in Brasile il fratello cappuccino, padre Alberto, ma l’incontro con l’ingegnere Pietro Molla cambiò i suoi progetti. Si sposarono l’8 dicembre 1954 e l’esemplare famiglia fu allietata dalla nascita di tre figli. Alla quarta gravidanza si presentarono seri problemi, che Gianna affrontò con fermezza e serenità. Al chirurgo che la sottoponeva ad un intervento disse: “Prima salviamo il bambino! Per me non si preoccupi”. Riuscì a portare a termine la maternità contro ogni parere dei medici; prima del parto disse al marito: “Se dovete decidere fra me e il bambino, nessuna esitazione: scegliete, e lo esigo, il bambino. Salvate lui”.
Il 21 aprile 1962 nacque Gianna Emanuela e il 28 aprile Gianna moriva nella sua casa, a Ponte Nuovo di Magenta. Fu sepolta a Mesero.
1. Papa Paolo VI parlò di Santa Gianna: vogliamo ricordare le sue parole?
Il suo caso impressionò profondamente l’opinione pubblica. Papa Paolo VI, il 23 settembre 1973, nell’allocuzione dell’Angelus domenicale, parlò di Gianna Beretta Molla indicandola come esempio di “meditata immolazione” a una società troppo facile a soffocare la vita. Il 24 aprile 1994, Giovanni Paolo II la iscriveva nell’albo dei beati. Durante l’anno santo del 2000, per intercessione della beata, si ebbe un altro miracolo nella Diocesi di Franca (São Paulo, Brasile): una bimba, quarta figlia di una giovane coppia crebbe nel grembo materno, nonostante l’irrecuperabile perdita del liquido amniotico, nascendo perfettamente sana. Dichiarato autentico anche questo miracolo (2003), Giovanni Paolo II decise di proclamare santa Gianna Beretta Molla il 16 maggio 2004.
- Cosa ci insegnano queste vite sante?
- Come possiamo essere prolife come loro?
- Suggerimenti: preghiera, formazione, apostolato, militanza
intervista di Vittoria Criscuolo
Comitato “ Pro-life insieme “
(continua)
