Egregio Direttore, le chiedo di poter replicare all’ articolo ” Il feto ha una malformazione: coppia gay chiede risarcimento di 600.000 dollari alla madre surrogata”.
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Sta facendo molto scalpore la recente notizia secondo cui una coppia gay avrebbe fatto causa alla madre surrogata in quanto questa si sarebbe rifiutata di abortire, pur sapendo che il bambino che portava in grembo era affetto da una malformazione.
Il fatto è avvenuto in Canada dove la gestazione per altri è ammessa soltanto in forma altruistica; la legge infatti vieta la corresponsione di soldi a una donna perché diventi una madre surrogata.
Diverse sono le accuse dei due uomini:
– Di non averli informati in tempo e adeguatamente riguardo alla malformazione.
– Di non aver seguito le loro indicazioni sulle decisioni mediche.
– Di aver esposto a rischi il bambino scegliendo il parto a casa.
– Di aver causato loro un grave danno emotivo e aver violato la riservatezza, in seguito a cui uno dei due ha avuto problemi psicologici e non ha potuto lavorare. Credo che vicende come queste debbano fare riflettere seriamente sul livello di degrado a cui stiamo assistendo in relazione alla gestione della vita umana.
Due uomini decidono di ” avere un figlio”; la natura non glielo consente ma la legge, si’. Trovano una donna che, spinta da chissà quali motivazioni, mette a disposizione il suo corpo, non per scopi economici, giacché la legge non lo prevede ma, alla ventiduesima settimana, si scopre che il piccolo è affetto da labbro leporino, un inconveniente che i due, nel loro delirio, non avevano calcolato e così le chiedono di abortire!
La legge canadese consente l’ aborto, ma la donna si rifiuta e anzi, fa nascere il bambino a casa anziché in ospedale, mettendo a rischio, secondo i due uomini la vita di quest’ ultimo (ma come non volevano che fosse abortito?). Sembra assurdo. La donna ha poi violato la riservatezza causando danni emotivi e psicologici a due uomini che la natura non ha previsto possano diventare genitori tra loro o, piuttosto, il vaso che è vuoto è stato scoperchiato e ciò gli causa vergogna e conflitto? Non contenti, i due fanno causa chiedendo 600.000 dollari come risarcimento a questa sventurata, che non è nemmeno la madre poiché l’ ovocita era di un’ altra donatrice. Questa è la maternità surrogata.Una riduzione della donna e del bambino a pura merce di scambio e a merce di scarto se il prodotto non corrisponde ai desideri!
Un prodotto della follia umana che, giustamente, l’ Italia ha rifiutato. Come possono altri Stati accettare e regolamentare una simile vergogna? Come possono consegnare bambini innocenti nelle mani di gente senza scrupoli, definendoli genitori?
Cordialmente.
Maria Cariati per il Comitato Prolife Insieme
www.prolifeinsieme.it
