
I rintocchi serali della Campana per la Vita pure alle parrocchie di Cipressa e Costarainera.
A me già cara per la salita della Cipressa, uno dei tratti più impegnativi della classicissima ciclistica di primavera Milano-Sanremo, la parrocchia di Costarainera mi suscita ora altri motivi di affezione.
Per la sequela all’iniziativa della Campana della Vita, avviata dal Mons. Suetta, Vescovo della diocesi di Sanremo, i cui rintocchi serali invitano a ricordare i bimbi non nati perché abortiti e a soffermarsi in preghiera per loro; iniziativa già adottata in diverse parrocchie di svariate diocesi in altre regioni.
Adottata dal giorno di Pasqua da don Giorgio Bigazzi, di recente parroco in comunità di Costarainera, Cipressa e Lingueglietta, che insistono su uno dei tratti più suggestivi della Riviera ligure di ponente.
Abbiamo così domandato a Don Giorgio di volerci illustrare il senso e la finalità di tale condivisione.
1) Come matura la decisione di adottare l’iniziativa della campana della vita e quali sono state le reazioni della comunità parrocchiale?
Ho sempre sentito la necessità, in cuor mio, di sensibilizzare i miei cari fedeli su un tema così importante come quello della vita. L’aborto è forse il peggior delitto che si possa commettere. Il gioco sottile del diavolo è quello di farlo passare come qualcosa di poco conto o addirittura, in certi casi, di buono e misericordioso. Noi, che immeritatamente, siamo stati scelti da Cristo come suoi sacerdoti, dobbiamo senza paura mettere in guardia il nostro popolo fedele dicendo sempre e senza mezzi termini la verità. Ho accolto quindi, per le mie parrocchie di San Lorenzo al mare, Cipressa,Lingueglietta, Costarainera, Upega, Carnino e Piaggia, l’iniziativa del mio coraggioso vescovo a dire ancora una volta la sacralità della vita, con le campane che sono la voce di Dio. Fino ad ora non ho riscontrato nei miei parrocchiani altro se non approvazione, addirittura qualcuno si è offerto di contribuire in diversi modi alla causa della vita. Sono molto fiero di loro!
2) L’iniziativa può concorrere a destare i credenti da un torpore diffuso un po’ ovunque sull’aborto.Quale il sentore diffuso nei fedeli in parrocchia, sui temi dell’aborto e in genere di difesa della vita?
Credo che nelle mie parrocchie, come ovunque, questo sia un tema da trattare perché poco conosciuto e spesso, per l’informazione politicamente corretta che ne dà il mondo, distorto e poco ragionato. Sono convinto che la campana, che naturalmente sveglia dal torpore, sia il miglior strumento per dar voce ai bimbi che non l’hanno più, per toccare i cuori, facendo sentire che non sono soli e sono amati da Dio, a quei genitori che stanno per compiere, consapevolmente o inconsapevolmente, lo scellerato rito dell’aborto. Ancora per consolare, attraverso quei dolci rintocchi del vespro, le mamme e i papà che sentono il peso di quel gesto compiuto e in ultimo ricordare, a chi con tanta veemenza si scaglia contro la sacralità della vita, che verrà il giudizio di Dio e che un giorno dovremo render a Lui conto di tutte le nostre azioni.
3) Il rifiuto della legge 194/78 e dell’aborto in sé, presuppongono presa di coscienza e consapevolezza. Quali passi possono muoversi per una vera maturazione sul piano culturale e ancor prima teologico?
Sono certo che sia necessaria una presa seria di coscienza, soprattutto perché molto spesso chi parla di questi argomenti lo fa con slogan o per sentito dire e quindi con grande ignoranza e superficialità.
Sul piano teologico, parlando della sacralità della vita, il magistero è già chiarissimo; sul piano culturale credo che una vera maturazione possa scaturire solo tornando a dire la verità sempre e tutta. A essere dunque meno paurosi e lasciare da parte il cosiddetto “quieto vivere” che è assolutamente contrario al Vangelo di Cristo. Una buona informazione, anche scientifica da parte dei medici, unita certamente alla preghiera, in particolare dinanzi al Santissimo Sacramento, può risvegliare le coscienze perché nulla è impossibile a Dio.
4) Sempre più parrocchie stanno sposando l’iniziativa. In che termini l’esempio fornito pure da questa comunità può suggerire ancora ad altre, di aderire?
Sono molto contento che altre parrocchie continuino a sposare tale bella iniziativa di fede e vicinanza. Non quindi di condanna per chi cade, ma di misericordia per chi la accoglie; ribadendo però senza paura l’iniquità e il fatto che l’aborto altro non sia che un sacrificio a satana. Spero che pian piano sempre più parrocchie accolgano e promuovano l’iniziativa corredandola di incontri di preghiera e di informazione per i fedeli. Questo è l’appello che facendo mie le parole di San Giovanni Paolo II, umilmente mi permetto di fare a tutti i miei confratelli sacerdoti:” NON ABBIATE PAURA!”.
Nel ringraziare Don Giorgio, assicuriamo la nostra preghiera a suffragio della sua lodevole iniziativa.
Avv. Prof. Giuseppe Longo
Comitato “ Pro-life insieme “http://www.prolifeinsieme.it
