https://www.firenzetoday.it/cronaca/disforia-genere-cdm-uso-farmaci.html
Replica a Firenze today.it
“Disforia di genere: arriva ok Cdm a ddl per uso farmaci”
Il titolo di questo articolo sembra avere una connotazione positiva, ma siamo sicuri che sia davvero così?
Per provare a dare una risposta plausibile, dovremmo iniziare a riflettere sul fatto che quella che oggi viene definita disforia di genere in realtà fino a pochi anni fa era classificata in MEDICINA (non nei libri segreti dei nostalgici del fascismo) come “Disturbo dell’Identità di Genere” (DIG).Identità sessuale e adolescenti in crisi: no ai corsi di esperti a scuola
Il termine DISTURBO si riferisce ad una patologia intrinseca che chiaramente necessita di cure, ovvero percorsi psicologici o neuropsichiatrici che aiutino l’individuo a risolvere questo problema.
Il fatto di chiamare le cose con il proprio nome ci aiuta a comprenderle e a superarle.
Non si tratta di stigma sociale o di giudizio ma di essere collegati con la realtà, l’osservazione dei fatti, la biologia, la medicina.
Infatti anche se talvolta è dolorosa, la verità è sempre la via migliore poiché rende le nostre scelte davvero libere e consapevoli.
Oggi invece il termine disforia è stato spostato dall’ambito della salute mentale a quello della salute sessuale, pertanto non si tratta più di curare un disturbo ma di assecondare i desideri sessuali del paziente, o meglio dovremmo dire del cliente. Il mercato delle pillole ormonali e della conseguente chirurgia di cambio sesso è enorme e pieno di avvoltoi che non rinunceranno facilmente ai loro profitti, pertanto come sentiamo dalle testimonianze di molti de-transitioners (ovvero ragazzi che trans “pentiti” fanno il percorso inverso per ritornare alla loro realtà biologica) la maggior parte degli psicologi è oggi stata formata e istruita per affermare sempre l’identità di genere rivendicata.
Un business pericoloso per i minori
Percorso chiaramente più redditizio per cliniche e case farmaceutiche….
Questo business è inaccettabile specialmente sulla pelle dei nostri giovani minorenni che, nelle migliori delle ipotesi, si ritroveranno ad essere dipendenti da farmaci per tutta la vita.
Noi del Comitato “Prolife Insieme” ci auguriamo che al più presto le autorità governative capiscano che, indipendentemente dal caso del singolo ospedale che può risultare non in regola con le procedure vigenti, come il Careggi di Firenze, sia indispensabile PORRE UN DIVIETO FERMO ED ASSOLUTO di praticare qualsiasi terapia ormonale e di cambio sesso sui MINORI.
Solo così potremo preservare la loro innocenza da pericolose ed insidiose ideologie e lasciare loro il dovuto tempo di maturazione, per poter fare solo in futuro una scelta davvero consapevole, cosa del tutto impossibile nella età adolescenziale.
Nessun comitato “etico” deve poter entrare nel merito di queste scelte delicate per i giovani minorenni e neppure i genitori devono ritrovarsi schiacciati dall’ enorme fardello del “consenso”, spesso infatti si trovano di fronte a situazioni tragiche di vere o presunte minacce di suicidio da parte dei loro figli incompresi e confusi dalle moderne e mai dimostrate teorie.
È bene ricordare che queste decisioni riguardano la sfera intima-sessuale dei figli, territorio che deve restare insondabile proprio per proteggere la loro stessa dignità.
Come “Prolife Insieme” non desideriamo nessuno stigma sociale su chi ha dei problemi (che a turno può essere ciascuno di noi) anzi incoraggiamo solidarietà e comprensione verso ciascun individuo nella sua unicità, ma smettiamola di cambiare il linguaggio per staccarci dalla realtà, altrimenti piano piano perderemo la capacità di pensare in maniera logica e di buon senso.
Il DDL per regolarizzare le terapie ormonali sui minori è un compromesso malato, poiché rende il governo complice delle ingiustizie subite da questi ragazzi bisognosi non di farmaci ma di una società che li ascolti, li comprenda ed abbia anche il coraggio di dire di no a pericolosi capricci di autodistruzione.
Manuela Ferraro
Poggibonsi SI
Per Comitato Prolife Insieme