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DOPO ESSERE STATA INCENSATA dai media, dalle televisioni e dalle testate giornalistiche anche cattoliche, adesso, per la defunta parlamentare Emma Bonino, sono previsti i funerali di Stato.
Ossequio che viene concesso per alti meriti civili.
Per personalità che abbiano reso servizi particolari alla nazione o a cittadini che si sono distinti nel campo letterario, scientifico, lavorativo, dello sport, dell’economia.
O anche a vittime della criminalità organizzata.
“SANTA SUBITO”!
Questo slogan pare mettere tutti d’accordo, anche alcuni rappresentanti della chiesa.
Complice senza dubbio l’elogio reso pubblico da parte di papa Francesco.
Mi chiedo di cosa dovremmo ringraziare Bonino fino a farle godere
( si fa per dire) dei funerali ufficiali dello Stato?
Bonino in realtà ha sparso a piene mani, a destra e a sinistra, la propria idea di negazione di tutti i valori assoluti.
Un nichilismo il suo, che l’ha portata a calpestare la vita e la famiglia in nome della libertà.
LA LEADER RADICALE in realtà porta sopra di sé grandi responsabilità di morte, sia morale che materiale.
Famosa è stata la prestazione con la pompa di bicicletta da lei orgogliosamente usata per provocare l’aborto, quando ancora la l. 194 non era in vigore.
Fu anche incarcerata per questo.
Probabilmente ciò fu per lei magari occasione di vanto, visto come disobbedienza allo stato, in nome di una lotta “civile” e giusta.
L’operato politico di Bonino in realtà è stato un disastro per la società italiana.
Ha avuto coraggio, questo non si può negare, un coraggio nel distruggere radicalmente tutti quei valori che rendevano stabile una società.
Alcuni rappresentanti della chiesa tendono a riconoscere che è vero, la leader radicale ha remato contro la vita, volendo sia aborto che eutanasia.
Però ha anche lottato contro la fame nel mondo e il rispetto dei più deboli, tra i quali i carcerati.
Quindi, secondo alcuni, avrebbe creato divisioni sul tema vita, ma unità sui temi sociali.
Questo però non è vero perché, chi danneggia i principi non negoziabili, danneggia tutta la società.
Uccidere i bambini nel grembo, non riconoscere la vita nascente, fa crollare tutto un presunto sistema di rispetto.
E così anche per l’eutanasia.
PERSONALMENTE non ho mai condiviso le sue conferenze nelle parrocchie.
In quei frangenti venivano lodate le qualità e i benefici apportati dalla sua politica liberista ed inclusiva.
Il tocco finale poi l’ha dato papa Francesco con la sua visita, quando entrambi erano ammalati.
Confermando, con tale scelta, di come la chiesa sia stata toccata da una realtà profondamente ideologica.
Il Vangelo insegna a non giudicare.
Una delle sette opere di misericordia cristiana dice di “visitare gli ammalati”.
Il punto però non è questo.
Il problema sono state le parole usate dal papa il quale ha definito Bonino come “grande italiana”.
“Pur avendo compiuto atti sbagliati è comunque una persona meritevole”.
A onor del vero, quegli atti sbagliati, hanno costituito per lei un grandissimo successo ma hanno rovinato generazioni.
Hanno fatto credere che libertà sia autodeterminazione, fondata quindi solo su sé stessa.
Annientando lo stato di diritto, nella sua funzione di garante nella protezione dei diritti fondamentali della persona, tra i quali il diritto di nascere.
DIO È BUONO, Dio è pronto ad accogliere chiunque si penta, non sta a noi giudicare e di ciò siamo consapevoli.
A noi però sia concesso l’indignarci nel vedere riservato ad Emma Bonino il massimo onore.
A chi ha contribuito, con il proprio scellerato operato, a favorire la cultura della morte.
La santa patrona della 194 ha dato una grande mano al gelido inverno demografico in cui siamo precipitati.
Mi pare quindi inopportuno allora che, chi si riconosce in quella legge mortifera, si stracci poi le vesti guardando il dramma ( questo sì) delle culle vuote.
Una riflessione senza ipocrisie quindi è dovuta anche davanti alla morte.
Se non si può non avere pietà per un’anima che ci ha preceduto, nello stesso tempo non si possono non considerare gli orrori che in vita quest’ anima ha seminato.
Non solo per la vita ma anche per la nostra cultura, per le nostre tradizioni, per la nostra fede.
Le sue certezze, soprattutto sulla vita nascente, hanno inquinato il pensiero di molti.
CONCLUDO
Ricordando ciò che sosteneva Giorgio Pardi (1940 – 2007)
medico ateo, direttore della Clinica Mangiagalli e direttore del Dipartimento
Donna, bambino, neonato del Policlinico:
” Non serve la fede, basta guardare l’ecografia, quello è un bambino “.
Questo basti per fugare ogni dubbio.
Angela D’Alessandro
Prolife insieme
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