Alto Adige, in calo gli aborti nel 2024. Rispetto per la vita nascente?

Egregio Direttore,
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ALTO ADIGE, INTERRUZIONI DI GRAVIDANZA IN CALO – Radio NBC Rete Regione https://radionbc.it/alto-adige-interruzioni-di-gravidanza-in-calo/

Secondo l’Istituto provinciale di statistica della Provincia Autonoma di Bolzano le interruzioni di gravidanza, sia esse volontarie che spontanee, sono in calo.
L’ ISTAT registra che, nel 2024 il calo dell’ivg è stato del 4% mentre per quanto riguarda gli aborti spontanei del 17,3%.
In caso di interruzione volontaria di gravidanza l’età media della donna è di 29,8 anni, all’opposto in caso di aborto spontaneo l’età media è di anni 33,5.
Questi sono dati incoraggianti in quanto si suppone che nelle donne ci sia una presa di coscienza e di rispetto verso la vita nascente.
Il diritto all’aborto, all’autodeterminazione del proprio corpo, alla libertà di scelta sono argomenti di questi tempi dominanti e non c’è testata giornalistica che non abbia trattato almeno una volta  questo tema “scottante”.
L’opinione pubblica si è divisa su due fronti: coloro che si battono affinché la vita venga ritenuta tale dal concepimento e coloro per i quali  la gestazione, nel primo trimestre non possa essere considerata vita ( periodo entro il quale la donna può, grazie alla l. 194 interrompere la gravidanza) e quindi sono a favore dell’aborto.
Cortei di femministe arrabbiate sfilano per fare valere il diritto all’aborto. Ne parlano come  di una conquista, finalmente le donne possono decidere cosa fare della loro vita e lo possono fare in tutta sicurezza in ospedale senza il rischio di morire.
Si leggono inoltre notizie di donne furiose in quanto devono fare i conti con medici obiettori di coscienza che, dato il loro diniego ad eseguire l’interruzione di gravidanza, le costringono a penosi viaggi su e giù per la penisola al fine di trovare un professionista disponibile.
Le associazioni volte a fare valere il rispetto della 194 e quindi al diritto all’autodeterminazione sono numerose e davvero molto determinate nel loro intento.
Talmente risolute che non tollerano nemmeno la presenza, né nei consultori, tantomeno nei reparti di ginecologia, di personale specializzato che si presti ad ascoltare le donne che stanno per prendere una decisione così “forte” che potrebbe avere terribili ricadute sulla loro vita futura (testimone ne è il libro “ Una chat per la vita.50 storie di speranza”),  per offrire un eventuale aiuto, per dare conforto e magari provare insieme, se si intravedesse uno spiraglio, a cercare soluzioni alternative a questa scelta di morte.
È notizia recente infatti che, all’ospedale sant’Anna di Torino è stata fatta chiudere “la Stanza dell’ascolto” e con le scuse più bizzarre, mandati a casa i volontari che vi operavano.
Anche la libertà di obiezione di coscienza da parte del personale medico, prevista peraltro dalla legge 194 viene messa in discussione. La regione Sicilia ha infatti deciso che si possano assumere nelle aziende sanitarie locali, solo professionisti non obiettori.
E altre regioni italiane vorrebbero seguire l’esempio siciliano. Una vera e propria dittatura che vede negato il rispetto alla libertà di scelta.
Leggere che in Alto Adige le interruzioni di gravidanza sono diminuite allarga il cuore. Denota sensibilità verso la vita nascente ed è anche segno di civiltà.
Aiutare una mamma, un papà ad accogliere una nuova vita contribuisce, non solo a salvare un bambino, un figlio, ma è determinante per la diffusione della cultura della vita.
Siamo diventati ormai sostenitori della morte. Determinati ad autoeliminarci se lo riteniamo giusto.
Un umanesimo portato all’ennesima potenza che non ammette altro se non essere Dio di sé stesso.
Non rifiutando totalmente una idea di Dio ma piuttosto ponendo l’accento sull’uomo valorizzandone la ragione, la conoscenza e la capacità di dare da solo un senso alla propria vita.
Tutto quello che è spirituale andrebbe lasciato da parte per essere utilizzato eventualmente…
L’uomo viene privato di una parte importante che è la sacralità e di qualcosa di trascendente  che dia senso alla vita valorizzandola, rispettandola, proteggendola.
Non serve però scomodare il sacro per affermare che la vita è vita fin dal concepimento.
Molta è la letteratura che afferma che è la scienza e non le posizioni religiose o ideologiche a garantire che, fin dall’inizio l’embrione è un essere umano unico ed irripetibile, con un proprio DNA, un patrimonio genetico che appartiene solo a lui il quale chiede di vivere.
Tutto questo è ben spiegato nel libro “il miracolo della vita” di Arnoldo Mosca Mondadori, Luca Crippa, Gabriele Semprebon edizioni Piemme.
Gli autori in questo volume analizzano il meraviglioso mistero della creazione e dello sviluppo della vita umana.
Un miracolo che si realizza ogni momento e nonostante tutto ci emoziona sempre.
Il miracolo della nascita è un’esperienza unica e profondamente toccante.
Un bambino è un amore diventato visibile.
(Novalis)
E l’amore è l’unico a salvare il mondo.

Angela D’Alessandro. Bolzano
Prolife insieme

http://www.prolifeinsieme.it