https://www.open.online/2026/10/01/sesso-giovani-italia-dati-scuola/
LEGGERE I DATI dell’Osservatorio Durex / Skuola.net mi fa molto preoccupare.
Il 46% dichiara di avere avuto il primo rapporto sessuale tra gli 11 e i 16 anni, appena adolescente.
E questi dati, che poi tendono a salire di anno in anno, non sono numeri astratti, ma parlano dei nostri figli, dei nostri nipoti, dei nostri alunni.
Una buona percentuale di giovani dichiara di avere avuto un primo approccio alla sessualità sul web e solo minima parte di loro ha affrontato il tema con i genitori.
Ci troviamo dunque difronte ad un problema molto serio, ossia, che più si abbassa l’età in cui si ha il primo rapporto sessuale, più si alzano i rischi di gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili.
COSA STA SUCCEDENDO?
Per me la risposta è semplice:
oggi è tutto decisamente troppo rapido, troppo veloce.
È troppo veloce l’età in cui si scopre il sesso, senza avere raggiunto una corretta maturazione emotiva.
È troppo rapido e pericoloso il sesso a portata di clic a 11 anni che fa perdere il senso del rispetto ed anche del desiderio.
È troppo veloce il pensiero comune, veicolato dai social che esclama, senza pudore, che “lo fanno tutti, quindi posso farlo anch’io”.
Infine è davvero troppo, ma proprio troppo veloce, la convinzione che bastino qualche lezione con un esperto per ” aver capito tutto “.
E in questo vorticoso susseguirsi di esperienze gli adulti sono davvero troppo lenti ed in netto svantaggio.
Lenti a capire, lenti a parlare, lenti a sostenere i ragazzi.
PERCIÒ LA MAGGIORANZA chiede l’educazione affettiva a scuola, sia alunni che genitori, che insegnanti.
Ma quale educazione mi chiedo?
Alla luce di quanto detto mi sento, con ancora più convinzione, di difendere il consenso informato previsto dalla legge 104/2026.
Un decreto che vuole rimettere al centro la famiglia per quello che riguarda l’educazione dei figli, come è scritto nella Costituzione all’articolo 30.
Non contro la scuola ma insieme alla scuola.
Perché bisogna tentare di rallentare questa corsa e lo si può fare solo attraverso una educazione mirata a tale obiettivo.
Per non lasciare più i nostri giovani soli, davanti ad uno schermo.
Luogo in cui si trovano a vivere emozioni immense ma negativamente presentate.
Perché trovano il porno ma non trovano l’amore, la prestazione, ma non la tenerezza, la fretta, ma non il rispetto.
Ed è questo il motivo per cui scuola e famiglia si devono alleare, per dare insieme le giuste risposte alle loro domande.
È legittimo che la scuola proponga ciò che più ritiene opportuno ma, è altrettanto importante, che la famiglia sia resa partecipe di tale scelta motivandola.
Perché nessuno esperto, per quanto ottimamente formato, potrà mai guardare i ragazzi come chi li ama da sempre.
E dire alle famiglie “camminiamo insieme” e dire ai ragazzi ” non siete soli”, c’è chi insieme vuole sostenervi.
È SENZ’ALTRO NECESSARIO rallentare questi ritmi frenetici per restituire ai giovani il diritto di avere 13 anni a 13 anni.
Il diritto di scoprire la sessualità come qualcosa di bello, fatto di attesa, non di corsa affannosa.
Il diritto quindi, di scoprire nei tempi giusti, la bellezza dell’amore.
C’è una cosa che ormai quasi nessuno dice più ed io vorrei esprimerla con chiarezza e con affetto.
Il sesso, non quello esposto nel web ma quello bello, richiede maturazione per essere apprezzato.
Nella prima adolescenza il corpo può essere pronto ma la testa e il cuore sono ancora davvero troppo “piccoli”.
Un ragazzino non è pronto a gestire il senso di vuoto che lascia il sesso senza amore.
La vergogna, la pressione di dover dimostrare sempre qualcosa in più.
Che riduce un incontro di emozioni ad una corsa, una prova da superare, un qualcosa di cui “sparlare”.
Il messaggio che dobbiamo provare a recuperare è, che se il ragazzo non si sente pronto, non è un ragazzo sbagliato.
Non è lento, non è indietro.
Questo tempo prezioso di attesa va custodito, non per proibire ma per proteggere la bellezza, l’incanto di un incontro vissuto con consapevolezza.
Per arrivare pronti al momento giusto e poterlo vivere appieno.
L’amore vero non ha fretta, sa aspettare il tempo del cuore, per diventare così indimenticabile.
Angela D’ Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
