Adolescenti, prevenzione Hiv ed educazione sessuale: «Insufficiente l’utilizzo del preservativo e della PrEP»
Scusate la mia ignoranza: Ma vi sembra veramente che “l’utilizzo del preservativo e della PrEP” costituisca la soluzione affinché sesso brado e disinibito non portino come conseguenze infezioni sessualmente trasmesse, incremento della violenza, gravidanze indesiderate e il conseguente procurato aborto? La PrEP con Cabotegravir non soltanto è gravata da molti effetti collaterali, bensì induce ad un falso senso di sicurezza sia riguardo alla sua infallibile protezione verso l’HIV e non protegge da altre infezioni virali. Del preservativo sono arcinoti i limiti anche nel remoto caso di un suo “perfetto utilizzo”.
Allora non sarebbe ora scossa di riportare la discussione a vera educazione di tutti, giovani e meno giovani? Per una persona normalmente responsabile “educazione”, che comprende anche la sfera sessuale, significa avere rispetto di sé stessi e delle altre persone. Non certo immettere la propria persona ed il proprio corpo nel libertinaggio. Se invece si propongono pillole e preservativi come strumenti per un inesistente “sesso sicuro”, i risultati sono quelli citati.
Sarebbe anche ora di prendere atto del fallimento della cosiddetta “educazione sessuale” scolastica, i cui risultati sono talmente disastrosi e comprovati che per occultarne la realtà è stato inventato il Paradosso Nordico: sessualizzazione precoce e conseguentemente aumento delle infezioni sessuali, della violenza, delle gravidanze indesiderate, del procurato aborto con il suo retaggio di danni fisici e psichici sino al rischio di carcinoma mammario (Link ABC). Non sembra casuale che la Durex fabbrica di preservativi, e Planned Parenthood, parimenti attiva nella contraccezione ma soprattutto nel lucrare miliardi col procurato aborto, si propongono a patrocinare corsi di “educazione sessuale”. Planned Parenthood ha anche partecipato al farraginoso Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, redatto dall’ Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA Centro federale per l’Educazione alla Salute. Si tratta di interventi disinteressati?
Gli unici che possano rallegrarsi di queste situazioni e di questi risultati sono coloro che lucrano sui corsi di “educazione sessuale”, sulla vendita di preservativi e di farmaci. Se poi chi rimane scottato diventa un paziente cronico, meglio!: è un cliente dell’industria farmaceutica, ma anche di psicologi e psicoterapisti, a vita ovvero “finché morte non lo separi”.
Dott. Luciano Leone
Medico Chirurgo, specialista in Pediatria
Comitato ProLife Insieme
www.prolifeinsieme.it
Bibliografia:
1) Luca Ricolfi: Il primato del Nord. Cosa dicono i numeri sulla violenza di genere. 01.09.2023 https://www.ilmessaggero.it/editoriali/primopiano/stupri_violenze_di_genere_primato_nord_numero_luca_ricolfi-7604501.html
2) Domenico Bonvegna: Nella “tollerante” Svezia il triste record di femminicidi e stupri. 28.11.2023 https://www.destra.it/home/nella-tollerante-svezia-il-triste-record-di-femminicidi-e-stupri/
3) Family Watch: The World Health Organization Exposed: Abortion, Sexual Rights and CSE. Aprile 2020
4) Sessualizzazione precoce e grooming o ed.sessuale? 11.02.2025 https://prolifeinsieme.it/?s=Sessualizzazione+precoce+e+grooming+o+ed.sessuale%3F%28prima+parte%29&et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&et_pb_include_posts=yes&et_pb_include_pages=yes
5) Il fallimento dell’educazione sessuale in Inghilterra, Francia e Svezia. 23.02.2011
https://www.uccronline.it/2011/02/23/il-fallimento-delleducazione-sessuale-in-inghilterra-francia-e-svezia/
6) Richard Poulin: Sexualisation précoce et pornographie. La Dispute, 2009 La pornografia è oggi
un’industria multinazionale che genera quasi 100 miliardi di dollari all’anno, che sfrutta giovani don
ne, adolescenti e ragazze, e influenza profondamente la cultura e la società. L’autore ne evidenzia l’influenza sui media. in particolare riviste per donne e per adolescenti, moda, pubblicità, musica, videogiochi, cosicché si attua l’infantilizzazione delle donne e la sessualizzazione dei minori, in particolare delle ragazze. Ciò che Richard Poulin chiama “pedofilizzazione” spiega sia il processo con cui l’industria del sesso recluta persone sempre più giovani,, sia la sua immissione nel mercato con effetti spesso drammatici del consumo di pornografia su uomini, su donne e su bambini.
