Egregio Direttore,
Chiedo cortesemente di intervenire nel dibattito scatenato dalle dichiarazioni in merito al programma elettorale dell’On. Vannacci sul tema aborto.
La legge 194 prevede in Italia l’interruzione volontaria di gravidanza fino al terzo mese. È stata approvata nel 1978, nell’arco di quasi cinquant’anni ha causato 7 milioni di aborti.
Che cos’è l’aborto? Per dare una risposta chiamiamo in causa la scienza: si tratta di interrompere l’esistenza di un essere vivente appartenente alla specie umana, tale dal concepimento. I biologi di tutto il mondo sono unanimi nel merito, indipendentemente dalle posizioni etiche o religiose di chi si è espresso. https://quillette.com/2019/10/16/i-asked-thousands-of-biologists-when-life-begins-the-answer-wasnt-popular/
Che non sia previsto dalla legge 194, un “diritto” ad abortire “ad libitum” è un dato di fatto che risale addirittura al momento in cui la legge venne approvata dai partiti presenti in Parlamento, e soprattutto dalla democrazia cristiana allora maggioritaria, confermato anche dalle posizioni dell’allora partito comunista di Berlinguer.
I responsabili della campagna a favore dell’approvazione della legge sono stati i radicali di Pannella e Bonino.
Nessun partito da allora ha mai pensato di abrogare la legge o di proporre modifiche e nemmeno di impegnarsi per una reale attuazione di quelle che alcuni, in maniera improvvida, definiscono “parti buone” della legge.
È chiaro a tutti che non esistono parti buone di una legge che prevede l’eliminazione di un essere innocente, facendo prevalere il principio del più forte.
La cultura prevalente, ormai maggioritaria nel nostro paese, è purtroppo orientata a considerare la legge di aborto un “diritto“ acquisito.
Ricostruire una cultura di accoglienza della vita a partire dal concepimento, rispettando il piccolo bimbo non ancora nato è molto difficile e proposte in tal senso sono state fatte, negli ultimi anni, esclusivamente da partiti di centrodestra, ai quali va il merito di aver tentato di valorizzare la vita nascente, di prevedere sostegno alle madri in difficoltà per la gravidanza, di attuazione piena delle parti della 194 che proteggono il bambino. Tutti buoni propositi, presentati nei programmi dei partiti, ma mai realmente attuati.
I partiti di centro sinistra, al contrario, hanno sempre cercato di rendere piena attuazione del cosiddetto “diritto“ di aborto, togliendo tutti i possibili paletti alla richiesta della donna di interrompere la gravidanza, anche demonizzando i medici obiettori di coscienza e favorendo la diffusione della pillola abortiva RU486.
Che sulle varie testate giornalistiche, sui blog, sui siti, sui media si torni a riproporre la questione dell’aborto perché risulta in primo piano nel programma di un partito politico, è sicuramente un bene dal punto di vista culturale. Il fatto poi che negli Stati Uniti in alcuni Stati addirittura l’aborto sia proibito e si preveda la protezione del bambino a partire dal concepimento, fa riflettere e forse varrebbe la pena di parlarne anche in Italia. Mi permetta di aggiungere che, quando si accenna al “ritorno al Medioevo“, mi viene, da docente, da sorridere: l’epoca culturalmente, letterariamente e artisticamente forse più vitale e meravigliosa del nostro Paese è stato proprio il Medioevo, chiamato in causa direi in modo alquanto poco serio.
Dopo quasi cinquant’anni, invertire una tendenza anti vita ormai diffusa nella nostra società sarà molto difficile.
Noi del comitato “Prolife insieme“ ci poniamo come obiettivo quello di riportare al centro della discussione i diritti del bambino prima della nascita. E non è una questione di centrodestra, ma di carattere antropologico che dovrebbe riguardare tutti gli esseri umani, indipendentemente dal loro credo e dal voto che hanno deciso di esprimere alle prossime elezioni.
Prof. Vittoria Criscuolo. Vicepresidente Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
https://www.salernotoday.it/politica/aborto-comitato-pro-life-vannacci.html
https://www.ulisseonline.it/cornetto-caffe/le-ambiguita-di-futuro-nazionale/
