Aborto: accompagnare la donna perché accolga la vita

Egregio Direttore, scrivo in merito a https://www.retemessina.it/2026/01/17/aborto-un-dramma-per-la-donna-no-a-giudizi-si-all-informazione-a-alla-cura/

Theos e logos…… ma nelle speculazioni e nelle affermazioni emerse dal forum promosso dall’istituto teologico San Tommaso, guidato da don Gianni Russo, troviamo molti discorsi ma la quasi totale scomparsa di Dio.  Gli interventi sul tema dell’aborto mostrano la volontà di accompagnare la donna a compiere quello che, pur con sofferenza, è decisa a compiere “a prescindere da giudizi etici e morali” e ad  “evitare giudizi sulle donne che scelgono l’aborto e capire che bisogna star loro accanto”.
Per noi di “Pro-life insieme “star loro accanto significa proprio sottolineare la gravità, l’ineluttabilità del gesto che stanno per compiere, significa far capire loro che ci possono essere altre opzioni, che l’aborto non è un diritto ma è un delitto….
Ma forse è proprio  quest’ultimo passaggio che , nonostante la esplicita ed inequivocabile dottrina della Chiesa sul tema, non è chiaro al don e al prof. ( teologi entrambi immagino….) e per questa poca chiarezza potremmo vederli accompagnare per mano un potenziale omicida a compiere il proprio delitto senza proferire verbo? Il concetto è lo stesso, cambiano solo le dimensioni delle vittime, la loro capacità di opporsi e combattere perché il delitto non avvenga…
Passiamo poi alle illuminanti deduzioni della sessuologa che parla  di prevenzione attraverso la contraccezione  :” l’età del primo rapporto si è abbassata,non si ha piena consapevolezza né dei metodi contraccettivi sicuri né dei rischi delle malattie sessualmente trasmissibili ” ERGO ” è nostro dovere educare i giovani già in età adolescenziale”
Non sarebbe forse il caso di spiegare a questi giovani , come ha sempre fatto con premura ed amore la Santa Chiesa, il rispetto del proprio corpo e di quello altrui, la necessaria consapevolezza che implica un rapporto sessuale e la sua corretta collocazione all’interno del matrimonio?
E che dire della reprimenda del ginecologo nei confronti di quei ” cattivoni” dei medici obiettori responsabili di ” situazioni che portano le donne che vogliono l’interruzione di gravidanza a rimanere sole e ricorrere ad aborti clandestini”!
Infine la docente di bioetica propone una ” bioetica della cura”ossia quell’approccio che non giudica la donna  ma si mette al suo fianco  e di chi condivide con lei questo dramma.” E così il cerchio si chiude e si ritorna al VIA !!
Nel rispetto di tutte le opinioni la cosa che stride è che non si tratta di un convegno organizzato da “My voice my choice” ma un forum pianificato da un istituto teologico…
Ma del resto oggi i teologi fedeli alla sana dottrina sono pochi e non è a loro che sono destinati consensi e visibilità , gli altri, i più, sono quelli perfettamente allineati al pensiero politicamente corretto, lodati, finché servono, dalla stampa main stream, seguiti da una pletora di illusi che non scorgono nella loro falsa inclusività una possibile trionfale accoglienza nel VII cerchio…
Dopo le ambiguità, i funanbolismi camaleontici emersi  da questo forum sorge spontaneo un grato e commosso ringraziamento ad un vero, grande, paterno Pastore: Monsignor Suetta che ha attualizzato quanto proposto dal Vangelo : “Sia  il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Marco 5- 37) e che, per questa sua coerenza, nell’interesse di tante anime, sta pagando, con serenità, un duro prezzo con la consapevolezza (che  oggi nella Chiesa manca a molti)che il vero giudizio che dobbiamo temere non è  quello degli uomini ma quello di Dio.

La Redazione del Comitato Pro-life insieme
www.prolifeinsieme.it