Aborto, 200.000 vite umane interrotte ogni giorno nel mondo

Egregio Direttore,
Scrivo in merito all’articolo https://infovaticana.com/it/2025/12/28/piu-di-cento-milioni-di-vite-innocenti-troncate-ogni-anno-le-cifre-che-il-mondo-preferisce-non-guardare/
La legalizzazione dell’ aborto ha portato con sé la normalizzazione del ricorso sistematico alla interruzione volontaria di gravidanza chirurgica o chimica, ed oggi l’aborto è una piaga profonda della nostra società.
La cultura di morte diffusasi negli ultimi 50 anni ha portato una mentalità sterile ed individualista che addirittura esalta l’aborto come un diritto della donna.
Questo fenomeno mi lascia sempre scioccata: come può una madre avere il diritto di uccidere il proprio figlio che vive in lei e grazie a lei nel suo grembo?
Il vanto che nasce nelle correnti femministe e transfemministe sfocia così in violenza verbale e purtroppo talvolta anche fisica verso associazioni o singoli individui che difendono invece il diritto di quel bambino alla Vita.
Secondo L’Organizzazione Mondiale della Sanità e vari istituti demografici ogni anno nel mondo si verificano circa 73 milioni di aborti indotti, ovvero  più di 200.000 vite umane interrotte ogni giorno.
Ecco perché anche il nostro Comitato Prolife Insieme denuncia l’ aborto come una vera e propria piaga del nostro tempo, una realtà senza precedenti storici non paragonabile a nessuna guerra, nessun regime totalitario e neppure a nessuna catastrofe naturale.
Senza considerare il numero di vite interrotte con l’uso diffusissimo della pillola del giorno dopo e la fecondazione in vitro durante la quale migliaia di embrioni che non arrivano a impiantarsi ogni anno, vengono sistematicamente eliminati nel processo.
Probabilmente la vita di milioni di embrioni umani rimane sospesa in un congelatore o interrotta come un scarto abbandonato o distrutto.
Questo è oggi il valore della Vita nella società occidentale, un mero numero.
Statistiche e proiezioni sembrano pilotare e governare i pensieri di popoli staccati dalle loro più profonde radici storiche e culturali,  trasformati in perfetti consumatori anche in ambito di business legato ai “diritti riproduttivi”, pillole abortive, spirali, cambio sesso, aborti chirurgici, fecondazioni artificiali arrivando allo squallore  di pratiche legate all’utero in affitto e bimbi “a catalogo”.
Oggi tutto ha un prezzo anche la Vita Nascente.
Non stupiamoci poi se oltre alla curva di denatalità cresca anche il tasso di depressioni e suicidi, ma pensandoci bene anche lì troviamo gli enormi business legati ai farmaci ed eutanasia oggi promossi sfacciatamente proprio da coloro che si definiscono i filantropi dei nostri tempi.
È urgente riconoscere che gli embrioni sono esseri umani viventi affinché questi innocenti non siano scartati ma accolti e protetti.
Solo mettendo la tecnica e il progresso al servizio della difesa della vita di chi non può difendersi dei più fragili dal concepimento alla vecchiaia costruiremo una civiltà che potrà ancora definirsi umana.
Manuela Ferraro
Poggibonsi SI
Per Comitato Prolife Insieme
www.prolifeinsieme.it