Culle vuote. Riempiamo l’anima poi si riempiranno anche le culle

Egregio Direttore,
Mi consenta di commentare l’articolo  https://www.ilsole24ore.com/art/crollo-natalita-caso-generazione-1976-quasi-1-donna-4-senza-figli-AJJeUSqB

LE CULLE SONO VUOTE.
I dati ISTAT sono agghiaccianti.
Numeri che fanno presente una realtà che fa temere seriamente per il futuro.
Ma cosa si nasconde davvero dietro a quei numeri?
Forse una vita, che di vita sembra avere sempre meno.
Si parla di precarietà, di studi infiniti, di affitti alle stelle, di mutui impossibili.
Come si può pensare di fare un figlio se non si sa esattamente dove e come lo si manterrà?

LO STATO HA RISPOSTO con aiuti tipo “bonus bebè”, assegno unico.
Però evidentemente non è sufficiente.
Perché le lancette dell’orologio biologico sono state spostate troppo in avanti.
Abbiamo dato la precedenza allo studio, ai viaggi, alla carriera.
Il figlio? Dopo!
Dopo i 32 anni, se va bene.
Per poi accorgerci che concepire non è proprio “automatico”.
Ed ecco che si fanno allora i conti con i figli che non arrivano.
Con tutti questi “dopo” abbiamo allungato l’adolescenza fino a 35 anni.

ABBIAMO CAMBIATO LE PAROLE al vocabolario dell’amore.
Adesso il sesso è prestazione,  costruzione “liquida”, ricerca di identità.
Non si parla di genitorialità come desiderio immenso.
Si tende invece a parlarne come rischio da evitare.
La fedeltà viene presentata come una prigione, non come una scelta libera e matura.
La famiglia ha perso la struttura solida in cui sentirsi amati in quanto presenti.
Abbiamo dato importanza a come evitare di fare figli, per dare la precedenza al piacere, non inteso però come gioia del donarsi.

Abbiamo eliminato il “per sempre”…
Abbiamo costruito l’amore a tempo determinato: ci sto finché mi va!
Pensare di fare figli con questi presupposti diventa complicato.
I figli cementano, avranno bisogno della coppia, anche separata, per sempre.
Quindi le culle vuote sono il risultato di promesse mancate.

ABBIAMO TOLTO IL FUTURO, ABBIAMO TOLTO IL CIELO.
Se ai giovani viene prospettato un futuro fatto di crisi climatica, guerra, precarietà di ogni tipo, con che coraggio questi avranno voglia di fare nascere bambini?
Una generazione che non crede più in niente non fa figli.
Perché generare è un grandissimo atto di speranza.
È dire che il mondo vale sempre la pena di essere vissuto.

LE CULLE SONO VUOTE PERCHÉ ABBIAMO SVUOTATO L’ANIMA.
Riempiamo di nuovo l’anima con la speranza, la fede, l’ottimismo, la solidarietà, l’accettazione, la fiducia, la stabilità, il coraggio, gli abbracci.
E le culle si riempiranno.
Smettiamo di pensare solo a programmare un futuro dove tutto deve essere perfetto.
Il lavoro, la casa, il conto in banca, il momento.
Non arriverà mai.
La vita passa e le culle resteranno vuote.
Perché l’amore non ha un momento perfetto.
È l’amore ha creare il momento.
Un figlio quando arriva mette in ordine le priorità e insegna cosa vale davvero.
Allora basta programmare.
Iniziamo a generare.
La vita non è un progetto senza difetti ma un dono da accogliere.
Anche se arriva “stropicciato, fuori programma”.
È proprio lì che diventa miracolo.

Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it