Perugia: parlare di vita non è né di destra né di sinistra, non è oscurantismo è umano

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Egregio Direttore,
ORMAI NON CI SI STUPISCE PIÙ .
Quello di Perugia è un copione già visto.
È sufficiente che il Movimento per la vita organizzi qualcosa pensata per le scuole, incontri, testimonianze ed ecco che, immediatamente, parte la solita accusa:
la scuola resti laica, il pluralismo violato, l’attacco alle donne.
E quando a Perugia si è parlato dell’iniziativa è partita la solita musica.
L’accusa più strumentale che viene mossa è quella di un’ingerenza educativa da parte delle destre, le quali tenterebbero di “intortare” giovani e famiglie portando a scuola le loro politiche.
Questa critica però non regge e vorrei provare a smontarla punto per punto.

PRIMO
Parlare di vita non è né di destra né di sinistra.
Se parlare di difesa alla vita nascente, di aiutare chi si trova in difficoltà, di ribadire che ogni vita merita rispetto diventa un programma di partito, allora penso ci sia qualcosa che non va.
Parlare di vita è prima di tutto un valore umano.
Anzi, universale, su cui è fondata la nostra Costituzione.
Usare “la destra” per non voler entrare nel merito dei contenuti è un vecchio trucco retorico.

SECONDO
Dove sarebbe il pluralismo violato?
Il pluralismo dà voce a tutte “le campane”.
Non solo a quelle ormai dominanti, che hanno deciso che l’aborto sarebbe solo un diritto” senza ombre e senza conseguenze”.
Se vogliamo parlare di pluralismo allora dobbiamo mettere in conto tutte le voci.
Anche quelle alternative, le quali portano contenuti diversi, di aiuto e di difesa alla vita.

TERZO
Tutte le paure che vengono agitate non esistono.
Sono il frutto di menti piene di pregiudizi che pensano che i Centri di Aiuto alla vita vadano nelle scuole per imporre una legge, per “confessare” i ragazzi, per provare a togliere diritti.
L’intenzione di queste realtà è invece solo quella di parlare di prevenzione, facendo leva sulla responsabilità e sul rispetto.
I ragazzi hanno bisogno di più contenuti, non solo di quelli di una certa propaganda, nemmeno di censure preventive.

HO L’IMPRESSIONE che chi grida al pericolo del pluralismo violato, è spesso chi il pluralismo lo rifiuta, come rifiuta il dialogo, preferendo il monologo.
Penso quindi che le paure presunte siano solo pretestuose.
Sono i classici “bastoni tra le ruote” messi lì, per fare arenare un progetto, che potrebbe funzionare.
Perché non parla per slogan ma parla al cuore.

ALTRA CRITICA che viene mossa è quella che la scuola deve restare laica.
Ma cosa vuol dire?
Significa forse che dentro la scuola possono entrare solo coloro che condividono una certa visione ideologica della vita?
La scuola davvero laica è quella neutrale.
Quella che garantisce a tutti il diritto di parola e di ascolto.
Se laica diventa sinonimo di “qui dentro i movimenti di aiuto alla vita non entrano”, allora diventa laicismo, non c’è più laicità.
Diventa censura ideologica.

INFINE VORREI SMENTIRE le leggende che vedono i movimenti per la vita, vicini all’estrema destra.
Chi si batte per la vita è in realtà, per definizione, contro ogni estremismo.
L’estrema destra celebra la forza, il più forte che vince, la selezione.
Il movimento per la vita celebra invece l’opposto.
Difende chi non ha voce.
Difende la donna sola, la ragazza spaventata, il bambino non ancora nato.
Dove sarebbe l’estremismo in tutto ciò?
I movimenti per la vita in Italia hanno 50 anni di storia.
Sono costituiti da volontari, da consultori, da case di accoglienza, da medici, da famiglie.
Non hanno mai avuto tessere di partito.
Hanno dato aiuto a donne sia di destra che di sinistra.
Atee o credenti, senza distinzione, hanno sempre aiutato tutti.
Accusarli di voler essere “l’avanguardia nera” nelle scuole è ridicolo.
Anzi è un modo molto furbo per mettere a tacere i contenuti che veicolano.
Che sono contenuti di solidarietà verso chi è solo, spaventato, povero.
E che sono la cosa più laica, più progressista e più umana che ci sia.
Se la scuola deve restare laica allora deve restare libera.
Libera di dare voce a tutte le voci nel rispetto dell’uomo, della donna, del bambino, della società.
In una parola deve tendere verso un umanesimo integrale che metta al centro la persona.
Ed è proprio quello di cui tutti abbiamo bisogno oggi: più umanesimo e meno ideologia.

Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it