Durante la manifestazione contro la violenza sulle donne del 25 novembre 2023, la sede dell’associazione Provita e famiglia di Roma è stata vandalizzata con lancio di pietre, fumogeni e un ordigno inesploso.
La notizia che a quasi tre anni dall’evento, la Procura di Roma abbia chiesto l’archiviazione del caso ci ha lasciato davvero sconcertati.
Come può un’azione del genere restare impunita?
Ricordiamo i cori che in quella giornata i movimenti transfemministi capeggiati da non una di meno e che purtroppo continuiamo anche oggi a sentire in quasi in tutte le manifestazioni di queste associazioni che dichiarano apertamente odio verso i provita:
“Le sedi di Provita si chiudono con il fuoco ma coi Provita dentro se no è troppo poco.”
E proprio POCO È MANCATO al verificarsi di una vera e propria tragedia, se nel 2023 l’ordigno trovato all’ interno della sede fosse scoppiato l’indegno slogan sarebbe diventato la tragica realtà.
Chiaramente gli amici di Provita e famiglia ai quali va il nostro totale appoggio, hanno presentato opposizione al GIP per chiedere nuove indagini sollecitando giustamente anche l’intervento del Ministro dell’Interno.
Infatti è davvero pericoloso a livello sociale il concetto ideologico che scaturisce dalla archiviazione di questa sentenza ovvero
Se sei un Provita non hai diritto di ricevere delle scuse
Non mi risulta che nessuno politico che appoggia quei movimenti abbia condannato questo episodio
Se sei un Provita non hai diritto di essere difeso sulla stampa
La quasi totalità del mai stream non ha riportato l’aggressione alla sede provita se non come un piccolo evento collaterale a modi scaramuccia….
Se sei un Provita non hai il diritto di ricevere giustizia.
È interessante vedere come il concetto di diritto sia preteso, garantito difeso dalla giustizia per chi di fatto
DIFENDE LA LIBERTÀ DI UCCIDERE
ma non valga invece per chi DIFENDE LA VITA DI UN INNOCENTE.
I bimbi ABORTITI sono GLI INVISIBILI
danno fastidio perché la verità fa male,
e noi popolo provita che li difendiamo suscitiamo lo stesso sentimento di fastidio e disprezzo in chi non vuole affrontare la realtà dell’ aborto ovvero un omicidio.
Anche nel recente intervento dell’esponente del consigliere di AVS Lavinia Ferrari in sede di Consiglio comunale a Pistoia, abbiamo potuto osservare come questa donna volesse categoricamente negare ai bambini non nati la possibilità di avere una degna sepoltura.
Sarebbe opportuno spiegare alla signora Lavinia che
NON NATI NON VUOL DIRE NON VIVI, Si tratta infatti di esseri umani viventi nel grembo materno
dettaglio che una donna più di ogni altro almeno a livello biologico dovrebbe conoscere molto bene.
Le parole apparentemente glaciali di questo politico donna suscitano in me come madre una grande desolazione e tristezza:
Come può una madre essere contro il suo stesso figlio? Non c’è alcuna chiassosa ed eccentrica manifestazione per la pace terrena che possa colmare il vuoto lasciato da un figlio mai nato.
Un dolore talmente profondo da non conoscere fine.
Infatti una volta concepito un figlio resta un figlio per sempre e garantire ad ogni feto una degna sepoltura è il primo passo per ricostruire l’ormai quasi perduto amore per la sacralità della vita.
Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso per la vicenda della sede di Provita e Famiglia e nel contempo che si diffonda sempre di più anche attraverso la creazione di cimiteri dedicati alla preghiera per questi bimbi la consapevolezza della loro preziosa esistenza nella coscienza collettiva.
Manuela Ferraro. Poggibonsi SIENA
Comitato Pro-Life Insieme
