Trentino, ed.sessuale: prevenzione sì, ma solo se è trasparente!

https://www.ladige.it/territori/trento/educazione-sessuale-nelle-scuole-asuit-rassicura-i-corsi-proseguiranno-glxs46vq

Egregio Direttore,
È MOLTO RASSICURANTE LEGGERE che Asuit (azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino) sia intenzionata a far proseguire i corsi sull’educazione sessuale.
Ma molto più rassicurante è che lo faccia adeguandosi alla legge 104/2026, la legge che prevede il consenso informato delle famiglie.

Si sa, gli adolescenti hanno voglia e bisogno di conoscere.
Hanno mille domande sul corpo, sulla contraccezione, sulle malattie sessualmente trasmissibili ecc.
A loro quindi sono dovute risposte serie, a scuola come in consultorio, affinché non vadano a cercare in rete quello di cui hanno bisogno.
Il posto peggiore!

PERÒ LA LORO “sete di sapere” non deve essere ” indirizzata”.
È necessario che a dare le informazioni siano ostetriche, medici che spieghino con chiarezza scientifica come funziona un corpo.
Come si previene una gravidanza indesiderata.
Cosa sono le malattie che si possono contrarre attraverso rapporti sessuali non protetti.
Quale deve essere il rispetto in una relazione.
Hanno bisogno di educazione che non sia ideologia.
Quindi è fondamentale che sotto il titolo di “educazione affettiva” non venga loro detto come pensarla su temi morali, politici, o di identità.
Quella fa parte della responsabilità educativa dei genitori.

È EVIDENTE ALLORA che il consenso informato rappresenti una garanzia per tutti.
Tutela i ragazzi perché non entra nell’intimo ma rimane sullo scientifico.
Tutela le famiglie, le quali non vedono scavalcato il loro diritto genitoriale all’educazione della prole.
Tutela sia sanitari che insegnanti in quanto il loro intervento resta nell’ambito sanitario ed educativo, non prestandosi così a strumentalizzazioni politiche.
Sono state queste le condizioni che hanno fatto sì che nel Trentino il progetto “conoscere il consultorio” abbia avuto il 94% di adesioni.
Era concreto e sanitario.

E QUESTA È LA STRADA GIUSTA.
Percorsa attraverso l’uso di materiali condivisi prima e privi di forzature ideologiche.
Si tratta di un modo decisamente buono per ricostruire la fiducia tra la scuola, la sanità e la famiglia che è determinante per dare aiuti concreti ai ragazzi, nel rispetto dei ruoli dei genitori.

Angela D’Alessandro. Bolzano
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it