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Alcune considerazioni relative all’intervento di presentazione al Parlamento della Relazione annuale dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza 2025, esposto dalla Garante Marina Terragni in data 30 settembre 2026 nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati.
In questa presentazione, rispetto al tema base della Relazione, la situazione dei bambini e adolescenti in Italia, La Garante si concentra soprattutto sull’analisi della attuale denatalità, esponendone le possibili cause e avanzando una tesi propositiva.
Se condividiamo senz’altro la lettura che la dott.ssa Terragni dà della crisi delle relazioni, dell’individualizzazione della società e del venir meno della dimensione comunitaria, che è invece da riscoprire e valorizzare, e apprezziamo la proposta di una CaRevolution, che metta al centro dell’azione politica il riconoscimento del lavoro di cura, riteniamo di aggiungere un’ulteriore chiave interpretativa che spieghi la profonda crisi della società attuale, oltre che una proposta a nostra volta.
La crisi in corso, infatti, nella sua evidente apparenza, in primis, di crisi demografica, origina a ben vedere nel venir meno dei valori da sempre condivisi come base e fondamento del consesso sociale, i valori cristiani: è il crollo della morale cattolica e degli insegnamenti della fede cristiana che ha determinato lo sfaldarsi delle relazioni umane, il depauperarsi del ruolo dato ai Sacramenti, anzitutto al Sacramento del Matrimonio, che ha comportato il collasso delle relazioni stabili, sicuramente il tipo di relazione più indicato per l’accoglienza dei figli.
È inoltre in un passaggio della Presentazione della Garante che emerge tutta la tragica verità della crisi attuale, in quel “dietro a ogni nascita c’è il sì di una donna, questo passaggio è ineludibile, ma questo sì spesso non arriva o tarda ad arrivare”, perché se questo è vero, è vero anche quanto non è purtroppo detto se non tra le righe, che innumerevoli sono i “no” pronunciati da miriadi di donne che scelgono l’aborto come soluzione ad una gravidanza indesiderata.
Di fronte al dolore che spesso accompagna questa ‘scelta’, senza voler giudicare, riflettiamo comunque su come esista più di una possibilità di dare la vita senza farsene carico, come il parto in anonimato o le culle per la vita, coi quali il nascituro viene dato in adozione, o lo strumento dell’affido, per rimandare ad un momento più propizio l’accoglienza nella propria vita del figlio in quel momento non voluto.
Finché non si affronterà in maniera sistematica questa riflessione, finché non avverrà una rivoluzione culturale che porti la società a riconsiderare l’aborto non come un diritto per cui lottare o un vanto da sbandierare ma come una tragedia da evitare a tutti i costi, ogni azione di contrasto alla denatalità imperante sarà schizofrenica e fallimentare.
Dobbiamo lavorare tutti per riaffermare che il sì alla vita è l’unica risposta possibile, perché questo concetto sia interiorizzato nelle giovani generazioni; inoltre noi cattolici dobbiamo riaffermare il valore incomparabile del matrimonio cristiano rispetto alla convivenza o al matrimonio civile.
Certo questo ultimo aspetto può essere solo testimoniato e non insegnato, ma noi stessi credenti praticanti non avalliamo scelte al ribasso per i nostri figli, invitiamoli a sognare in grande anche per quanto riguarda lo spirito, oltre che per la realizzazione professionale, ricordando che per i laici la via della santificazione passa prevalentemente dall’amore per il coniuge, laddove questo sia stato concesso.
Ravviviamo il fuoco dei loro giovani cuori nel testimoniargli, con le nostre scelte di vita, che l’amore eterno esiste e può essere raggiunto, anche con la volontà e il sacrificio, non è solo una questione di buona sorte. Con la preghiera, la vita di Grazia e una valida formazione può e deve essere auspicato e conquistato, ed è la massima realizzazione che sul piano umano si possa raggiungere, amare per tutta la vita una sola persona. Il generare figli verrà di conseguenza ad un amore siffatto, come promessa di felicità che fiorirà nei sogni e desideri dei giovani se li avremo nutriti di bello e di buono, e non infarciti di menzogne tipo il ‘love is love’, tautologia insignificante e fasulla nella sua accezione ideologica.
Ritorniamo, noi cattolici, a testimoniare la bellezza dell’amarsi per la vita e del dare la vita, impetriamo da Dio il coraggio di vivere lottando per difendere questa bellezza, perché non si spenga nel mondo il desiderio dell’amore vero, cercando il quale si può incontrare l’Amore che attende tutti, Gesù Cristo.
Daria Ballerini
Comitato Pro-life insieme
www.prolifeinsieme.it
