Aborto, il bambino nell’ utero prova dolore? (video)

Volete cercare in diversi siti quali effetti produca il procurato aborto sul feto, che gli antichi giureconsulti pagani indicavanocon l’eloquente definizione “qui in utero est”,  colui che è nell’utero, cioè sul bambino in utero? L’ISS Istituto Superiore di Sanità mette a disposizione online un interessante opuscolo intitolato “Le procedure di interruzione volontaria di gravidanza”, decisamente esaustivo per numerose connotazioni sull’argomento, ma neppure una riga viene dedicata agli effetti delle procedure abortive sul bambino che subisce l’aborto. (1) Analogamente altri siti non fanno parola riguardo al bambino abortito. (2)(3)

In Italia l’Interruzione Volontaria di Gravidanza IVG è consentita entro i primi 90 novanta giorni di gravidanza, corrispondenti a 13 settimane gestazionali. «Dopo il novantesimo giorno (Articolo 6), l’IVG è ammessa nei casi in cui “siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna” o nel caso in cui vi sia un grave pericolo per la vita della donna, anche se il feto è sano.» (1 p.5)

 

Procurato aborto durante i primi 90 giorni cioè 13 settimane di gravidanza

In questo periodo può essere impiegata procedura chirurgica oppure chimica.

A) Procedura chirurgica: “Inizialmente la procedura chirurgica per l’IVG consisteva nel cosiddetto D&C, ossia la dilatazione seguita dal curettage, o raschiamento, della cavità uterina. Nei primi anni ’70 si diffuse però una tecnica di isterosuzione” (1), che è divenuta la procedura più diffusa per il procurato aborto chirurgico entro le prime 13 settimane è l’isterosuzione. La LAIGA Libera Associazione Italiana Ginecologi Non Obiettori per l’Applicazione della L. 194/78(2) la descrive in questi termini: “Durante l’intervento viene dilatato il collo dell’utero in modo da poter entrare con una cannula (metodo Karman) e si esegue l’aspirazione del contenuto”: il “contenuto” è il bambino. L’aspirazione viene effettuata per mezzo di una pompa. Emma Bonino dette pubblica dimostrazione di questa proceduta utilizzando una semplice pompa da bicicletta. Il bambino viene gradualmente aspirato e quindi spappolato un pezzo per volta.

In una intervista del maggio 2019 a La Zanzara, Silvio Viale aveva dichiarato di avere già praticato circa diecimila aborti: “Finora nella mia carriera credo di aver praticato circa diecimila aborti. Nell’ottica degli antiabortisti sono un pluriomicida, ma non me ne frega niente. Io i bambini li frullo, e non ho paura a dirlo“. 

Le immagini ecografiche del bambino gradualmente aspirato e quindi spappolato, mentre cerca disperatamente di sottrarsi alla cannula omicida, sono prova scientifica della realtà del procurato aborto per isterosuzione. Esse rivelarono “oltre ogni possibile dubbio” la realtà a Bernard Nathanson, il promotore della legalizzazione del procurato aborto negli USA: egli era direttore della più grande clinica abortiva ed aveva praticato migliaia di aborti, persino sui suoi stessi figli. Poi di fronte a queste terribili immagini ecografiche del bambino gradualmente aspirato e quindi spappolato, ammise che la sua condotta era profondamente antiumana, divenne apertamente provita, e lasciò questo importante documentario:The silent scream Il grido silenzioso, tuttora reperibile online. (4) Tutti questi fatti e queste evidenze scientifiche sono note da decenni.

B) Procedura chimica: Si sta peraltro diffondendo l’impiego di sostanze chimiche atte a procurare aborto. Nel primo tempo viene somministrato per via orale il Mifepristone (RU486), che blocca l’azione fisiologica del Progesterone, ormone necessario per la prosecuzione della gravidanza. Viene poi somministrato il Misoprostolo, una prostaglandina che ottiene l’espulsione del bambino dall’utero come se si trattasse di un parto indotto molto anticipato, quindi assolutamente contrario alla fisiologia.

La procedura chimica viene indicata come “farmacologica”, a parere dello scrivente in modo totalmente inappropriato poiché la gravidanza non è una patologia e non può essere assimilata ad una patologia: il procurato aborto chimico non è quindi una terapia farmacologica, bensì un sistema di eliminazione di un bambino indesiderato. Almeno in teoria egli viene espulso integro insieme con le altre strutture necessarie alla gravidanza (placenta e membrane). Ovviamente fuori dal grembo materno non può sopravvivere.

Il profilo di sicurezza dell’aborto chimico è stato posto in discussione in particolare dallo studio di J.B.Hall e di R.T. Anderson. (5)

La procedura chimica offre incremento alla diffusione del procurato aborto, anche a domicilio, dove peraltro la madre è lasciata da sola a gestire dolori e problemi da parto indotto anche in epoca così precoce come le prime settimane di gestazione. La madre, ed anche il suo compagno se presente, ha peraltro modo di constatare con orrore che a qualsiasi epoca gestazionale il figlio concepito non è affatto “un grumo di cellule” come le era stato insinuato. (6)

Il bambino abortito prova dolore?

Il sito Minerva Associazione di divulgazione Scientifica premurosamente afferma che “è ampiamente accettato che il feto non possa provare dolore durante gli aborti eseguiti entro il primo trimestre, ovvero fino alla dodicesima settimana”.

Questa affermazione si presta ad almeno due considerazioni:

La prima: Se il criterio, che consente di eliminare in modo lecito ed insindacabile un altro essere umano, fosse quello della incapacità della vittima di provare dolore, sarebbe giustificato qualsiasi omicidio commesso su soggetto che  appaia in condizione di non provare dolore.

La seconda: Già alla 7^-8^ settimana il bambino in utero stimolato a livello periorale mostra reazione di evitamento. Inoltre la concentrazione di recettori per il dolore è nel feto maggiore che in età successive; è maggiore la produzione di sostanza P mediatrice del dolore; è invece minore la produzione di endorfine antidolorifiche. Queste evidenze smentiscono che il procurato aborto non provochi dolore al bambino a qualsivoglia età di sviluppo fetale. (7) (8)(9)

 

Procurato aborto durante oltre i 90 giorni cioè oltre 13 settimane di gravidanza.

L’ISS scrive: “In Italia, gli aborti volontari in epoche gestazionali oltre il novantesimo giorno sono regolamentati dagli articoli 6 e 7 della legge 194.3 La motivazione per l’aborto è sempre il pericolo, attuale o potenziale, per la vita o la salute della donna. Tale pericolo, non più definito “serio”, come per il primo trimestre, ma “grave”, deve essere accertato e certificato dal/dalla medico/a (articolo 6), e l’aborto deve essere praticato “immediatamente” (articolo 7).

La salute della donna può essere esposta a grave rischio in presenza di “processi patologici”, che possono riguardare la donna stessa o il feto. In quest’ultimo caso, le “rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro” non vengono definite in base alla loro gravità, ma sempre e solo in base alle possibili gravi ripercussioni sulla salute fisica o psichica della donna, che il/la medico/a ha il compito di valutare, anche avvalendosi “della collaborazione di specialisti” (articolo 7). Quest’ultima affermazione ha portato a considerare routinariala consulenza psichiatrica, che è invece sempre subordinata all’attenta valutazione di ogni singolo caso.” (1 p.35)

“Entro la quattordicesima-sedicesima settimana la tecnica raccomandata è l’isterosuzione…; oltre la quattordicesima-sedicesima settimana la tecnica raccomandata è la dilatazione ed evacuazione (D&E)” che richiede il curettage, o raschiamento, della cavità uterina, raschiamento che ovviamente fa seguito alla eliminazione del bambino in utero.(1 p.36)

Come viene eliminato il bambino abortito?

Non viene specificato come avvenga l’eliminazione del bambino, che può essere assoggettato a smembramento oppure essere estratto integro. «La legge 194 non stabilisce un limite di epoca gestazionale per l’IVG oltre il novantesimo giorno, ma nel caso in cui sussista “la possibilità di vita autonoma del feto, l’interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell’articolo 6 (grave pericolo per la vita della donna, ndr) e il medico che esegue l’intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto” (articolo 7).» (1 p.35) Il quesito conseguente riguarda quali “misure idonee a salvaguardare la vita del feto” vengano effettivamente poste in atto, e se sia noto quanti di questi sfortunati bambini vengano affidati alle cure delle Unità di Terapia Intensiva Neonatale.

Testimonianze

La Direttiva Unione Europea n.40 del 03/04/2014 tra i numerosi effetti dannosi del fumo di tabacco riportatestualmente: “Il fumo può uccidere il bimbo nel grembo materno”. (10)

Beverly McMillan è una dottoressa statunitense che ha praticato a lungo numerosi aborti sino a diventare direttrice di una clinica per procurati aborti. Poi una notte, racconta, stava mostrando a un dipendente come contare le parti fetali per assicurarsi che l’aborto fosse completo, che in utero non fossero rimaste parti del corpo del bambino smembrato. Guardando i resti del bambino di 12 settimane abortito, McMillan vide il braccio e il muscolo bicipite del bambino abortito: «Ho pensato a mio figlio più giovane e a come andava in giro a mostrare i suoi muscoli». Beverly McMillancontinua la sua testimonianza: «Quello è stato un momento di Dio, un momento di Spirito Santo». Si rese conto che quei resti potevano benissimo essere di suo figlio. Da allora, non ha più eseguito un aborto, ed in seguito è diventata una ardente prolife. (11)

Kathi Aultman confessa:«Gli aborti, scoprii presto, possono essere molto redditizi. Quando mi sono laureata in Florida nel 1978, ho lavorato come abortista nei fine settimana, guadagnando più soldi di quelli che avrei guadagnato lavorando al pronto soccorso. Sono rimasta stupita dalle perfezione delle dita dei piedi e dei piedi (dei bambini abortiti), ma ho trattato i resti fetali come qualsiasi altro campione medico, senza alcuna emozione».

Nonostante avesse praticato moltissimi aborti, alcuni episodi indussero però Kathi Aultman a riflettere: Una giovane donna si era presentata per abortire: sarebbe stato come minimo il quarto aborto. «Sono andata in amministrazione e ho detto: “Non voglio fare questo aborto. Ne ho già fatti personalmente tre su di lei”. “Beh, non dipende da te. Lei ha ragione e tu non puoi discriminarla”». Kathi Aultman ricorda di aver risposto con furia, «Certo a voi va bene, non siete voi a uccidere». Era la prima volta che associava la parola “uccidere” all’aborto, pensò, mentre terminava la procedura su quella giovane.Un’altra madre si era fatta accompagnare da un’amica, la quale le chiese se volesse vedere il bambino abortito; la madreabortista rispose: “No, voglio solo ucciderlo.”

Kathi Aultman ha abbandonato la pratica degli aborti: ha raccontato la sua storia alla Marcia per la vita nel 2019 e reso testimoniato presso diverse sedi istituzionali e da professionista sull’orrore dell’aborto per smembramento. (12)

Dott. Luciano Leone. Medico chirurgo specialista in pediatria

Comitato Pro-life insieme

http://www.prolifeinsieme.it

Bibliografia e note

1) ISS Istituto Superiore di Sanità: Le procedure di interruzione volontaria di gravidanza. febbraio 2024      chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.epicentro.iss.it/ivg/pdf/FA24_dossier_IVG_def.pdf

2) LAIGA Libera Associazione Italiana Ginecologi Non Obiettori per l’Applicazione della L. 194/78: https://laiga194.it/tipi-di-aborto/

3) Minerva Associazione di Divulgazione Scientifica: https://www.noidiminerva.it/aborto-in-italia/

4) Bernard Nathanson: The silent scream Il grido silenzioso. https://www.youtube.com/watch?v=LU_SuV1xQMI&t=49sNathanson divenne un paladino del diritto del concepito ad essere tutelato e a nascere. Lasciò la sua autobiografia: “La mano di Dio”.

5) Hall JB, Anderson RT, The abortion pill harms women: Insurance data reveals one in ten Patients experiences a serious adverse event. EPPC Ethic & Public Policy Centerhttps://eppc.org/publication/stop-harming-women/

Hall e Anderson hanno preso in esame le richieste di rimborso alle assicurazioni relative a 865.727 aborti con il mifepristonedal 2017 al 2023: 865.727 casi sono un numero 28 volte più elevato rispetto al campione di 30.966 dichiarato da Danco e da FDA Food and Durg Administration (l’agenzia federale statunitense che svolge compiti simili alla nostra AIFA): il 10,93% delle donne ha subito eventi avversi gravi entro 45 giorni dall’aborto chimico, con un tasso reale di complicazioni gravi 22 volte più elevato rispetto a quello dichiarato «inferiore allo 0,5%». 

Nella realtà quindi  più di una madre su dieci che abortiscecon RU486  subisce serie complicazioni:  infezione (11.707 casi pari all’1,34%), sepsi (824 casi pari allo 0,10%), emorragia (28.658 casi pari al 3,31%), necessità di trasfusione (1.257 casi pari allo 0,15%), gravidanza ectopica (3.062 casi pari allo 0,35%), ricovero in ospedalecorrelato all’aborto (5.699 casi pari allo 0,66%), altre complicazioni peculiari dell’aborto non specificate (49.169 casi pari al 5,68%), eventi avversi cardiaci e polmonari, trombosi, anafilassi (reazione allergica grave e potenzialmente letale), pericolosi per la vita (1.956 casi pari allo 0,22%), necessità di intervento chirurgico. Inoltre  40.960 donne, pari al 4,73%, si sono recate al pronto soccorso per una visita correlata all’aborto.

A causa del fallimento dell’aborto chimico 45.498 donne (5,25%) hanno avuto bisogno di una seconda procedura:24.563 con aborto chirurgico, 27.896 di nuovo con RU486. Quasi 7.000 donne hanno affrontato un secondo tentativo fallito con RU486 ed infine aborto chirurgico. In pratica i dati reali derivanti dai pagamenti delle assicurazioni mostrano un tasso di fallimento del metodo chimico del 5,26%, cioè il doppio rispetto a quanto riporta l’FDA sull’etichetta del mifepristone (2,6-3,8%). 

I ricercatori affermano che «se al 10,93% degli eventi avversi gravi… si aggiunge il tasso di fallimento del metodo chimico, aggiustato per evitare il doppio conteggio, si constata che il 13,51% delle donne (circa una su sette), sperimenta almeno un evento avverso grave o un successivo aborto ripetuto entro 45 giorni dal primo aborto con il mifepristone».

Un ampio estratto di questo studio e molte altre informazioni in ProVita&Famiglia n.143 settembre 2025

6) Un’ampia rassegna riguardo alle scottanti problematiche dell’aborto chimico nel numero monografico di ProVita&Famiglia n.91 dicembre 2020.

7) Carlo V. Bellieni: Lo sviluppo psichico prenatale.  Medico e Bambino n.6, 2003 p.404-407

8) Cristina Taddei: Lo sviluppo sensoriale del feto. 05.08.2019 https://www.pcare.it/lo-sviluppo-sensoriale-del-feto-i-parte/

9) Treccani Dizionario di Medicina: Feto, sviluppo del sistema nervoso nel. 2010 https://www.treccani.it/enciclopedia/sviluppo-del-sistema-nervoso-nel-feto_(Dizionario-di-Medicina)/ “Nell’uomo, il sistema nervoso inizia il suo sviluppo intorno alla 3^ settimana dal concepimento… L’accrescimento del cervello èpiù veloce di quello corporeo: il cervello fetale a 10, 12 e 14 settimane pesa rispettivamente lo 0,75, il 4,8 e il 6,9% del peso a termine, mentre il resto del corpo pesa rispettivamente lo 0,14, l’1,99 e il 3%.”

10) Direttiva Unione Europea n.40 del 03/04/2014https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getArticolo&id={5120E9B4-393B-45D1-8593-1D62EBFDE55A}&codiceOrdinamento=600000010000000&articolo=Allegato%201

11) Redazione: Da medico abortista a attivista pro life. Il Timone 24.11.2020 https://www.iltimone.org/news-timone/medico-abortista-attivista-pro-life/

12) Caterina Gioelli: «Ho abortito ed eseguito aborti per decenni senza vederci esseri umani» Tempi 18.10.2021 https://www.tempi.it/kathi-aultman-america-ho-abortito-e-fatto-aborti-per-decenni-senza-vederci-esseri-umani/