https://www.gay.it/le-iene-daniele-gattano-monologo-educazione-sessuale-scuole
Egregio Direttore,
Vorrei rispondere a Daniele Gattano.
Premetto che non parlo da psicologa o insegnante, ma mi occupo del compito più difficile di una donna, cioè essere madre, “ professione” per la quale non ci sono lauree o preparazioni, si diventa e basta e come tale , si cerca di farlo al meglio possibile; detto ciò credo fermamente che tra i vari compiti di una mamma ci sia quello più arduo di educare il proprio figlio.
Siamo una famiglia cristiana e come tale non approviamo affatto la omosessualità in tutte le sue declinazioni …non approvare non vuol dire certo odiare o essere omofobi. Però ultimamente le tipologie di gender appaiono moltiplicarsi in modo esponenziale!
Assolutamente da parte di tutti ci vuole rispetto, negli atteggiamenti, nelle parole, nei comportamenti: in privato può essere più o meno lecito tutto, ma in pubblico serve un minimo di decenza.
Mi spiego meglio: noto negli LGBTQ un bisogno inarrestabile di imporsi sempre e necessariamente, partendo dalle scuole. Il che mi suscita una domanda: come mai questa attenzione così sviscerata? Non la richiedono, anzi non la pretendono anche i disabili, portatori di handicap o altro? Eppure sono spesso bullizzati! Perché non si mettono a danzare mezzi nudi , con manifestazioni blasfeme, vestiti in maniera poco rispettosa o con atteggiamenti di depravazione totale in mezzo alle strade, come mai? Forse perché loro hanno più dignità di altri e sanno che la loro è una reale condizione di difficoltà, ma rimangono comunque paradossalmente equilibrati, persone dignitose che non si divertono a mancare di rispetto a chi non è come loro.
Da parte degli LGBTQ si sente reclamare tanto l’ inclusione, l’insistenza di insegnare ai figli ad amarli (dato per certo che è giusto perché Dio è il primo che ama tutti ) ma l’imposizione, la pretesa, non è accettabile…
Se gli LGBTQ si ritengono così esperti, professionisti pronti a spiegare l’amore , cosa risponderebbero ad un bambino di 6 anni che, per esempio, davanti a certe parate ed ostentazioni , chiedesse alla mamma:
“Mamma, ma cosa fanno quelle persone vestite così male? “
Si potrebbe mai dire:”Tesoro, sono lì perché vogliono insegnarci ad amare e a rispettarci”. Nel dialogo immaginario tra madre e figlio se la domanda successiva fosse: “ Sì, mamma ma non capisco allora ,ma se ci dobbiamo volere tutti bene, perché prendono in giro Gesù? Strappano le pagine della Bibbia , e dicono queste brutte parole , se ci devono insegnare ad amare ,se loro si comportano così?”
Perché, si veda, i bambini sono piccoli, sono innocenti, ma non sono stupidi, colgono le contraddizioni e le esprimono con la sincerità che ancora non li ha abbandonati.
Poche parole ma che racchiudono tutto il senso, direi l’errore del voler imporre la educazione affettiva o sessuale nelle scuole …
Cosa dovremmo rispondere ai nostri figli? Io lo so.
Tocca a me, tocca a noi genitori, indipendentemente da quello che dicono altri, continuare ad insegnare io a mio figlio il vero amore …che non è quello imposto da altri.
Barbara Cinti. Comitato Pro-life insieme
www.prolifeinsieme.it
