Egregio Direttore,
In merito alla votazione in Veneto sul suicidio assistito, mi permetta di commentare quanto a macchia d’olio di sta riversando nel nostro Paese.
Qualcuno mi ha inviato via whatsapp una foto: C’è una bella ragazza sorridente e la scritta: “Sul fine vita ci vuole coraggio. La politica deve occuparsi di problemi reali delle persone, servono scelte concrete e responsabili”. Penso quindi che la bella ragazza sorridente voglia promuovere lo stanziamento di fondi per le persone in difficoltà, le cure palliative, la diffusione di RSA e di Hospice. Ma poi leggo: “L’esempio del Veneto deve essere seguito dal centrodestra. Isabella Tovaglieri – Lega”. A questo punto mi cascano le braccia. Certamente gli elettori di centrodestra si sentono traditi, ma c’è di peggio: la bella ragazza sorridente è l’eurodeputata Isabella Tovaglieri, la quale sia nel 2019 sia nel 2024 aveva sottoscritto il Manifesto valoriale proposto da ProVita&Famiglia! Adesso aderisce alla negazione dell’intera nostra civiltà!
La mia capacità logica dev’essere obsoleta, poiché sento levarsi moti di indignazione se mai qualcuno di fronte ai più feroci e truculenti omicidi osi sfogarsi dicendo: “Occorrerebbe la pena di morte”; mentre qui la bella ragazza sorridente si associa a quanti vogliono somministrare la morte a persone innocenti, che sono in apparenza consenzienti, ma nella realtà vengono spinte alla disperazione dalla mancanza di quella solidarietà umana che dovrebbe sostenerle. Nell’ottica di coloro che lo promuovono, invece, il suicidio assistito rappresenterebbe il progresso, un nuovo “diritto”, “libertà di scelta”.
Quesito: Ma allora per rispettare la “libertà di scelta” di una persona che vuole buttarsi da un ponte, dobbiamo rimanere inerti, e magari riprendere con lo smartphone il suo gesto autodistruttivo, la sua morte violenta?
Nella grotta di Shanidar 1 in Iraq sono stati ritrovati i resti, datati a 45-75mila anni fa, di un uomo, che nel corso della vita aveva subito molti gravi traumi: la frattura e l’atrofia del braccio destro, lesioni alla testa che probabilmente lo avevano reso cieco da un occhio. Nonostante tutte queste menomazioni visse sino a circa 40 anni, manifestamente aiutato, sostenuto, assistito della solidarietà del suo gruppo umano.
Nella grotta di Romito 2 nella nostra Calabria sono stati ritrovati i resti, datati a 12mila anni fa, di un altro soggetto affetto da nanismo (displasia acromesomelica): un grave accorciamento degli arti che lo rendeva certamente inabile alla caccia e a molte altre attività. Invece visse fino all’adolescenza o alla prima età adulta, anche in questo caso grazie al cibo, alle cure, alla solidarietà del suo gruppo umano.
Migliaia di anni fa, dunque, le società di cacciatori-raccoglitori riconoscevano valore sociale e dignità di persona a chi era impossibilitato a cacciare e a procurarsi autonomamente il sostentamento. Questi uomini “primitivi” non consideravano un “peso” soggetti gravemente svantaggiati ed economicamente improduttivi.
Dobbiamo arrivare ad epoche vicine a noi per assaporare le meraviglie del “progresso”. Nell’ambito della gloriosa Rivoluzione Francese, nel settembre 1792 i massacri rivoluzionari ebbero come vittime non soltanto sacerdoti cattolici e persone in qualche modo legate alla caduta monarchia, bensì anche detenuti per reati comuni, “35 ragazze rinchiuse in riformatorio oppure prostitute, uccise a colpi d’ascia e sgozzate alla Salpetrière; 170 pazzi, mendicanti, vagabondi e ragazzi in riformatorio di età tra i 12 e i 15 anni, assassinati a Bicetre”. Al ministero degli interni quest’«opera purificatrice» di persone indesiderate per i rivoluzionari viene così commentata: “molto utile per la felicità futura della specie umana”. Nel suo Contratto sociale il ginevrino Jean-Jacques Rousseau aveva infatti esaltato la purezza sociale additando a modello l’antica Sparta, dove si provvedeva ad eliminare i neonati imperfetti. (1)
Per brevità ometto di trattare Francis Galton (1822-1911), cugino di Darwin, inventore della cosiddetta eugenetica, e le ampie campagne di sterilizzazione forzata perpetrate nel XX secolo nei Paesi “più progrediti”: Canada, Stati Uniti d’America (fin dal 1909), Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia.
Nel settembre 1939 i nazionalsocialisti tedeschi avviarono l’Aktion T4 Operazione T4: l’eliminazione di bambini malformati, di soggetti disabili, di pazienti psichiatrici, di detenuti improduttivi. Queste persone venivano assassinate per mezzo di farmaci o lasciandole morire di fame, come avverrà in tempi recenti per Terry Schiavo negli Stati Uniti, per Eluana Englaro in Italia, per Vincent Lambert in Francia. Ovviamente si tratta di tutte benevole procedure di eutanasia (buona morte).
La mia torpida mente non comprende come mai suscitino orrore a senso unico esclusivamente i delitti perpetrati dai nazionalsocialisti tedeschi, mentre costituiscono nuovi “diritti” il procurato aborto, l’eliminazione in utero di persone “imperfette”, la “solidarietà assassina” del suicidio assistito.
Dott. Luciano Leone. Medico Pediatra
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
Bibliografia:
1) Jean Dumont: I falsi miti della Rivoluzione Francese. Effedieffe, Proceno (Viterbo) 4^ ediz, 2013 p.71
