Egregio Direttore,
Chiedo cortesemente di poter replicare alle dichiarazioni nell’articolo sul tema aborto.
https://www.uominiliberi.eu/come-si-fa-a-non-parlarne/amp/
Premesso che noi del Comitato “ Pro-life insieme” non sosteniamo partiti politici ma siamo impegnati a ricostruire una cultura di accoglienza e di rispetto della vita del bambino non nato, mi stupisce che ci sia un tale contrasto tra ciò che si legge nel suo pezzo e il titolo “ Uomini liberi”.
Che nel 2026 la difesa dell’omicidio di Stato perpetrato con l’interruzione di gravidanza venga pronunciata da figure maschili, che dovrebbero a mio parere accogliere la donna in difficoltà e proteggere i propri figli, dimostra ancora una volta che il concetto di libertà è ormai stravolto e soprattutto che la cultura dominante è imbevuta di ideologismo e priva di fondamenti oggettivi.
Che cos’è l’aborto? Per dare una risposta chiamiamo in causa la scienza: si tratta di interrompere l’esistenza di un essere vivente appartenente alla specie umana, tale dal concepimento. I biologi di tutto il mondo sono unanimi nel merito, indipendentemente dalle posizioni etiche, politiche o religiose di chi si è espresso. https://quillette.com/2019/10/16/i-asked-thousands-of-biologists-when-life-begins-the-answer-wasnt-popular/
Che non sia previsto dalla legge 194, un “diritto” ad abortire “ad libitum” è un dato di fatto che risale addirittura al momento in cui la legge venne approvata dai partiti presenti in Parlamento, e soprattutto dalla democrazia cristiana allora maggioritaria, confermato anche dalle posizioni dell’allora partito comunista di Berlinguer.
I responsabili della campagna a favore dell’approvazione della legge sono stati i radicali di Pannella e Bonino.
Nessun partito da allora ha mai pensato di abrogare la legge ( la posizione che noi sosteniamo come Pro-life) o di proporre modifiche e nemmeno di impegnarsi per una reale attuazione di quelle che alcuni, in maniera improvvida, definiscono “parti buone” della legge.
È chiaro a tutti che non esistono parti buone di una legge che prevede l’eliminazione di un essere innocente, facendo prevalere il principio del più forte.
Ricostruire una cultura di accoglienza della vita a partire dal concepimento, rispettando il piccolo bimbo non ancora nato è molto difficile.
Oggi inaspettatamente per noi Pro-life, sulle varie testate giornalistiche, sui blog, sui siti, sui media si torna a riproporre la questione dell’aborto perché risulta in primo piano nel programma di un partito politico, il che è sicuramente un bene dal punto di vista culturale.
Il fatto poi che negli Stati Uniti in alcuni Stati addirittura l’aborto sia proibito e si preveda la protezione del bambino a partire dal concepimento, fa riflettere e forse varrebbe la pena di parlarne anche in Italia.
Mi permetta di aggiungere che, quando si accenna nell’articolo al “ritorno al Medioevo“, mi viene, da docente, da sorridere: l’epoca culturalmente, letterariamente e artisticamente forse più vitale e meravigliosa del nostro Paese è stato proprio il Medioevo, chiamato in causa direi in modo alquanto poco serio.
Dopo quasi cinquant’anni, invertire una tendenza anti vita ormai diffusa nella nostra società sarà molto difficile.
Mi sarei aspettata una presa di posizione da “ Uomini liberi” e non un appiattimento ( di comodo, mi permetta) su posizioni veterofemministe ormai contraddette dalla biologia e dalle conseguenze nefaste della legge 194.
Noi del comitato “Prolife insieme“ ci poniamo come obiettivo quello di riportare al centro della discussione i diritti del bambino prima della nascita. E non è una questione legata ai partiti, ma di carattere antropologico che dovrebbe riguardare tutti gli esseri umani, indipendentemente dal loro credo e dal voto che hanno deciso di esprimere alle prossime elezioni.
Prof. Vittoria Criscuolo. Vicepresidente Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
