Quando noi del comitato “Prolife insieme” ci troviamo a dibattere o a scrivere, in merito al NO assoluto all’aborto, l’obiezione più frequente è relativa alla gravidanza seguente a uno stupro: “bisogna abortire!“.
Quali potrebbero essere le argomentazioni da opporre, in una situazione del genere?
Innanzitutto, la prima risposta potrebbe essere quella della accoglienza: non si può immaginare un atto più grave che non la violenza su una donna. In un caso così, per fortuna molto raro, abbracciare la persona violata e pregare per lei, per il suo sollievo, è il primo passo.
Dai dati rilevati negli Stati Uniti, risulta che la percentuale di donne che resta incinta dopo uno stupro è 1 su 20, il 5%. Di esse il 32,2% ha scelto di tenere il bambino mentre il 50% ha optato per l’aborto e il 5,9% ha dato il bambino in adozione; un ulteriore 11,8% ha avuto un aborto spontaneo.https://www.cdc.gov/sexual-violence/about/pregnancy-resulting-from-sexualviolence.html
Ricordiamo che il bambino è frutto sempre di due persone e se il padre non è degno di rispetto, c’è comunque una donna che è la sua mamma. Per metà il bimbo è della sua mamma.
Perché no all’aborto in caso di stupro? Perché l’ aborto aggiunge violenza a violenza, il che davvero sarebbe indimenticabile per la donna e la porterebbe a vivere per anni con il ricordo dell’interruzione di gravidanza.
La donna che decide di non abortire dopo violenza può essere annoverata tra le eroine dei nostri tempi, quelle che testimoniano quanto sia grande e sia forte una Donna.
Il bimbo concepito è il segno della resilienza della madre. Per chi è credente, inoltre, ricordiamo che Dio non manda mai un uomo per stuprare una donna, l’evento violento è segno di un libero arbitrio malinteso.
Però, c’è un altro aspetto da considerare: non è giusto punire un bimbo innocente per le colpe del padre.
Ci sono molti esempi di donne e di uomini, “figli di stupro”, testimoni della bellezza della vita e pronti a ringraziare la propria madre per aver concesso loro la possibilità di nascere, indipendentemente dal modo con il quale erano stati concepiti. https://www.youtube.com/shorts/jkKJNUmo3Js
https://www.youtube.com/shorts/MHxY_nhLCRQ
Non c’è differenza tra un bimbo frutto di violenza e un bimbo concepito con amore. Il valore della persona non si misura dalle sue dimensioni, dalle opportunità che gli si presentano, dal modo in cui è apparso alla vita.
Prof. Vittoria Criscuolo.
Vicepresidente del comitato Prolife insieme
