Egregio Direttore,
Mi permetta di commentare l’articolo
https://www.emme24.it/in-evidenza/dal-no-allaborto-allo-stop-al-gender-in-tv-ecco-i-punti-chiave-del-programma-di-vannacci
“Si sguaineranno le spade per dimostrare che le foglie in estate sono verdi”
(Gilbert Keith Chesterton).
MAI FRASE METAFORICA fu più profetica.
Siamo immersi in un tempo in cui viene negata o messa in discussione la verità.
Si è perso il senso di quello che è ovvio.
La logica e la natura delle cose viene messa in discussione.
È necessario lottare con le armi per reimpadronirci dei concetti chiari ed inequivocabili.
E chi cerca di difendere questa realtà oggettiva è considerato o eroico o fuori degli schemi.
È SU QUESTE CENERI che nasce Futuro Nazionale, con a capo il generale Vannacci, il quale vorrebbe provare a rimettere ordine nel delirio ideologico in cui siamo caduti.
Non dice niente di straordinario in realtà.
Non porta assiomi trascendentali ma solo principi che non hanno bisogno di essere dimostrati.
E ciò è più che mai evidente quando parla della famiglia.
Il generale ha una idea chiara sulla famiglia.
“Ritengo non esista un diritto alla genitorialità…
Esiste quello che io chiamo il diritto dei figli di essere cresciuti da chi biologicamente li procrea… ”
(Il mondo al contrario).
Il fatto che possa succedere che alcune famiglie siano monogenitoriali per cause naturali, morte di uno dei genitori ad esempio, allora è chiaro che si cerchi di intervenire.
“Questo incidente di percorso però, continua il generale, non può diventare una regola per tutti”.
È INOLTRE CONTRARIO ALL’UTERO IN AFFITTO.
A questa vergognosa compravendita di bambini e di sfruttamento delle donne.
“Io non posso concepire una donna usata come un forno, dove un bambino viene messo e preparato per poi essere ceduto a qualcun altro… ”
(Il mondo al contrario).
Per quel che riguarda l’omosessualità, Vannacci non ha mai detto che sia una forma deviante, dice che gli omosessuali non rappresentano la normalità secondo natura.
Come dargli torto?
Le associazioni lgbtq+ stanno strumentalizzando e trasformando l’omosessualità in una ideologia che stanno cercando di imporre, dimostrazione è il rumore che stanno facendo per poter arrivare al referendum al fine di cancellare il ddl Valditara sulla sessualità nelle scuole previo consenso informato.
VANNACCI SI È DEFINITO INOLTRE contrario alla legge sull’interruzione di gravidanza volontaria, definendola non un diritto ma “un’infelice necessità alla quale le donne sono costrette a ricorrere”.
Pur non avendo mai proposto l’abolizione della 194, come Europarlamentare si è impegnato a contrastare l’introduzione dell’aborto come ” valore comune” nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea.
È favorevole a dare più sostegno sia economico che sociale alla maternità per evitare che la dolorosa scelta sia fatta per motivi economici.
Lo stato dovrebbe incentivare le nascite e aiutare di più le donne affinché non si sentano sole anziché promuovere l’aborto.
Queste affermazioni piuttosto ovvie e di buon senso, hanno però scatenato l’attenzione mediatica descrivendo tali idee come scelte retrograde, razziste e naziste.
Idee che però stanno riscuotendo “favor di popolo” tanto che i sondaggi vedono il partito al 6,6%.
Questo a dimostrazione che sono tante le persone che non si ritrovano più in una società che ha perso completamente la tramontana.
Che definisce ovvio ciò che ovvio non è.
Che tenta di fare passare idee che sono indiscutibilmente fuori natura e che sono chiaramente ideologie terribilmente pericolose.
IN MEZZO A TUTTA QUESTA CONFUSIONE a me pare che, oltre a mettere ordine, la politica del generale stia portando boccate di aria fresca.
E noi tutti abbiamo bisogno di aria fresca per tornare a respirare e a credere nei valori dimenticati.
Stiamo respirando un’aria viziata.
Un’aria che ci dice che progresso vuol dire dimenticare chi siamo e da dove veniamo.
Abbiamo bisogno di aria di buon senso.
Di tornare a credere che la vita va difesa sempre, soprattutto quando non ha voce, quando è più fragile.
Che una mamma sia messa nella condizione di dire SÌ alla vita.
Che famiglia non è solo una parola ma è la base da cui partire per imparare l’amore e il rispetto, il sacrificio.
Una mamma, un papà, un bambino.
Che la sicurezza non ha colore ma è il diritto di uscire per le strade senza paura.
Che credere nei valori della propria cultura, della propria identità non è razzismo ma amore che ci tiene ancorati alla nostra storia.
È il nostro futuro che non vuole distruggere ma costruire, tenendo presente quali sono i valori che non possono venire meno.
Angela D’ Alessandro
Comitato Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
