Contro la famiglia: il vero attacco al ddl Valditara

QUESTO POVERO DDL VALDITARA! si sta facendo di tutto affinché abbia le ore contate.
Dà così tanto fastidio ad una certa parte,  non serve esprima a quale, che si vuole affossarlo definitivamente.
Non ci sono riusciti attraverso le critiche pesanti che lo definivano come bigotto, medievale, restrittivo dell’autonomia scolastica.
Critiche senza fondamento in quanto il ddl, come ha affermato Rossano Sasso della Lega, appare come un testo “di buon senso”.

MA PERCHÉ IL MINISTRO VALDITARA avrebbe pensato ad un ddl sull’educazione sessuale nelle scuole?
Non perché avesse l’intenzione di  “rompere le uova nel paniere” agli istituti scolastici.
Tanti, troppi, sono stati infatti gli episodi denunciati da molti genitori (dove sono i genitori adesso?) di tentativi di indottrinamento ideologico da parte di attivisti lgbtq+.
Per la scuola superiore il ddl chiede che l’educazione sessuale sia sottoposta al giudizio dei genitori.
Per gli alunni di elementari e medie è invece vietata.
Per questa categoria di ragazzi da sempre è prevista una didattica che tenga in considerazione il rispetto nelle relazioni.
Il tema nella scuola media viene anche affrontato in diverse discipline, sempre con rispetto e senza pericolose cadute ideologiche.

QUELLO CHE INVECE CAMBIA PER I LICEI E GLI ISTITUTI PROFESSIONALI è semplicemente la richiesta di collaborazione dei genitori.
Questi ultimi dovranno essere informati su come verrà svolto il lavoro e su chi verrà coinvolto.
Perché mai allora tutto questo furor di popolo?
Di un certo tipo di popolo ovviamente.
Di quel popolo che intravede nella famiglia la rovina dei figli.
Che vorrebbe mettere le proprie grinfie sulle nuove generazioni a favore di una società “arcobaleno” in cui tutto è concesso.
In cui ti puoi sentire attratto da chi ti pare.
Ma soprattutto da chi vorrebbe fare fuori tutto il mondo cattolico castrante, bigotto e terribilmente retrogrado.
A favore di una rivoluzione sessuale libera da tabù.
Di una società libera da oppressioni, senza margini e senza vergogna.
Cercando quindi di porre un limite a ciò che verrebbe vissuto come limitativo della libertà, della tanto decantata autodeterminazione, aggettivo ormai abusato che sta lasciando dietro sé solo morte.
Basti pensare all’aborto e all’eutanasia.

INSOMMA, SECONDO QUESTI contestatori, qualsiasi pulsione sessuale dovrebbe essere vista come positiva semplicemente perché farebbe parte della natura.
Quindi è normale che i ragazzi inizino presto a conoscere gli anticoncezionali.
Eventualmente a sapere cosa fare dovesse andare “storto qualcosa”.
Tutto senza dire niente ai genitori i quali devono stare fuori dai giochi.

Sinceramente, in tutto questo can can collettivo, ci vedo solo un’avversione verso la famiglia.
La famiglia infatti viene considerata non idonea ad educare i figli e non capace di volere il loro bene.
C’è quindi bisogno di qualcuno che legittimi e dia spazio ad ogni scelta, appetito sessuale, anche a quello contro natura e guai a chi si permette di giudicare “contro natura” l’omosessualità in questa presunta libertà di pensiero.
La domanda allora che mi faccio a questo punto è questa:
Ma davvero i genitori vogliono questo per i loro figli?
Ma hanno letto il ddl Valditara realmente?
O si limitano ad andare dietro ad una massa che cerca unicamente il proprio interesse?
Perché non c’è distanza e tempo che possano spezzare il filo d’amore che unisce i figli ai propri genitori.

Angela D’Alessandro. Insegnante
Comitato “Prolife insieme”
www.prolifeinsieme.it