Aborto fino al momento della nascita, l’abominio del Massachusetts(video)

 

Intervista  per il programma Focus presente di  Telepace del 19 agosto, a cura di Luca Fasoli.

D. Parliamo di aborto fino alla nascita. Massachusettes sotto shok. I vescovi degli Stati Uniti dicono: i più fragili vanno difesi. La legge voluta dalla Governatrice dello stato Maura Healy cancella ogni riferimento all’età gestazionale per l’interruzione di gravidanza. E’ il decimo stato in America a consentirlo. Ci parla di questo, di quello che succedendo e del significato profondo l’avvocato cassazionista Giuseppe Longo che è in collegamento con noi.

D. Allora, come sappiamo la situazione si è aggravata da questo punto di vista. Ci spieghi meglio con poche parole è staro rimosso il limite e quindi anche i motivi di salute. Come vengono stabiliti questi limiti ed è possibile interrompere la gravidanza fino al giorno della nascita?
R. Esatto. Per sintetizzare e chiarire a tutti gli ascoltatori qual è il quadro in cui ci si muove, bisogna richiamare una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 2022 che ha stabilito che la materia dell’aborto non rientra nei diritti o nei divieti costituzionali. Ciò significa che ogni Stato, ognuno dei 50 states può legiferare come crede. Fino al 10 agosto vi erano 8 stati che consentivano l’aborto fino all’ultimo istante, in pratica fino alla nascita, più il District of Columbia, il distretto di Washington, più la Virginia sotto le mentite spoglie del termine dei tre trimestri, che di fatto è la stessa cosa. Il 10 agosto Maura Healy che è la governatrice del Massachusettes, che si dichiara cattolica, ha firmato questa norma; peraltro ricordiamoci che la cultura irlandese è predominate nel Massachusettes, che è storicamente uno stato a fortissima vocazione cattolica. Questo dimostra come il villaggio globale non sempre arreca effetti favorevoli. Qual è il quid novi, l’elemento nuovo di questa normativa? Sono sostanzialmente due. Il primo è temporale ed è quello a cui voi accennavate, per cui fino al nove agosto, o per meglio dire, la legge entrerà in vigore dopo 90 giorni, quindi sostanzialmente fino a fine ottobre, per poter abortire bisognava rientrare nei 24 mesi dal concepimento; adesso invece è possibile in qualunque istante; il vincolo è venuto meno e si può abortire fino anche a un minuto prima della nascita. Evento già di per sè drammatico, disumano e crudele.
D. Perché stato rimosso questo limite e come vedremo quali casi, come bisogna stabilire i motivi di salute che sono poi quelli per cui si può passare all’aborto?
R. Infatti la motivazione che è stata addotta è un po’ risibile, perchè bisognava far risparmiare le donne che volessero abortire e non trasferirsi in altri stati; ma basta andare nello stato di New Jork che è a meno di 100 kilometri e ci si arriva. Ma c’è un secondo aspetto che gli abortisti tendenziosamente e speciosamente cercano di occultare, e che è altrettanto rilevante rispetto alla rimozione del vincolo temporale, e attiene ai presupposti; cioè fino al 9 di agosto, per potere arrivare alla decisione e realizzare l’intento abortivo comunque nei 24 mesi era richiesta una serie di requisiti medici, cioè rischi per la vita della madre; malformazioni gravi per il figlio; una casistica specifica. Adesso questa casistica analitica è stata abrogata, è stata eliminata e la scelta è stata lasciata, e questo è un aspetto rimarchevole, esclusivamente al medico e quindi alla madre. E questa è una scelta che la stessa nuova legge dichiara sia irrevocabile e non soggetta a nessuna revisione, né da un collegio medico, né da un collegio giudiziale. Qual è l’effetto dirompente? Io lo porto a livello paradossale ma capite che è questo: una donna potrebbe al settimo mese o all’ottavo mese andare dal medico e dire: guarda io voglio abortire. Dichiaro che se non mi fate abortire, mi butto dal balcone e quindi il medico tranquillamente certifica: essendo delle turbe psichiche sopravvenute, autorizzo e procedo all’aborto. E’ drammatico e su questo brevissimamente vorrei far rilevare due aspetti.
Il primo: che gli stessi fautori della riforma e quindi gli stessi parlamentari che l’hanno votata, hanno già inserito nelle motivazioni, non solo eventuali circostanze sanitarie o mediche, ma anche le mutate circostanze della vita, che significa tutto e niente, tra cui potrebbe esserci: siccome sono stata licenziata, abortisco. Secondo aspetto: non solo i repubblicani, ma anche alcuni democratici hanno votato contro la legge. Questo fa pandant un po’ all’incoerenza drammatica della Healy che si dichiara cattolica e ha firmato. Molti deputati democratici hanno avuto modo pubblicamente di dolersi del fatto che la parte finale dell’iter sia avvenuta in due settimane, soprattutto in estate, non dando possibilità ad altri di poter meditare e valutare.
D. L’argomento naturalmente è ampio e dovremmo dedicare più tempo ma in questo contesto non è possibile. Brevemente, qual è l’implicazione etica rispetto a questa decisione? Sappiamo che in Europa non è così. Cosa significa questo?
R. In Europa non è così poichè i termini sono diversi stato per stato, attestando che la scelta non è fondata su basi scientifiche, ma solo su manipolazioni ideologiche. Le implicazioni etiche sono chiarissime. Basta ricordare l’Evangelium Vitae di San Giovanni Paolo II, che dovrebbe essere l’abbecedario per la formazione non solo di ogni cristiano ma di ogni uomo. Il valore della vita è assoluto e intangibile sempre, perchè la vita  è stata donata da Dio Padre ed è la forma naturale in una società che è stata costituita da Dio Padre. Peraltro con implicazioni che hanno rilievo pure in Italia. Ricordiamoci che qualsiasi forma di collaborazione che fosse anche mera desistenza a leggi, provvedimenti, iniziative di aborto determina l’esclusione dalla grazia di Dio che si definisce latae sententiae, cioè fuori dalla grazia di Dio senza necessità di formali atti di scomunica.

Avv. prof. Giuseppe Longo
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it

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