“Il Massachusetts nella deriva satanica abortista”. Avv. Giuseppe Longo

Con la firma apposta il 10 agosto dalla governatrice del Massachusetts Maura Healey è stato emanato il Prioritizing Patient Access to Care Act che col diabolico paradosso dei fini di cura, ha ampliato enormemente la facoltà di accesso all’aborto in quello Stato, senza limiti di tempo e solo sulla base di un accordo tra due abortisti: medico e madre. L’omicida e il suo complice.

Esso segue una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 2022, secondo la quale la costituzione federale non impedisce, impone ai singoli stati di ammettere o vietare l’aborto. Per la Corte possono riconoscersi nuovi diritti costituzionali solo se trovano riscontro nella storia e tradizione nazionale, in espressione della “libertà ordinata” tutelata dalla costituzione. Come per la sentenza del 1997 che ha negato l’esistenza di un diritto costituzionale al suicidio, il radicamento storico è stato escluso anche per laborto. Sentenza pilatesca che lascia tutto ai singoli stati, riferendosi solo all’attuazione storica della Costituzione e non al Diritto Naturale. Da qui la nuova legge del Massachusetts, motivata per i casi di donne che avrebbero dovuto abortire altrove, ipotizzati da comitati abortisti, ma non suffragati da alcun dato ufficiale. Sorprende che ciò avvenga in uno stato di tradizione cattolica la cui popolazione ha prevalenti origini irlandesi. Uno dei più eclatanti, ma non esclusivi, frutti perversi della globalizzazione.

Prima novità della legge è l’assenza di alcun termine per abortire; indi pure fino a nove mesi.

Il Massachusetts si affianca ad altri 8 stati, più il distretto di Washington e la Virginia, che consentono l’aborto senza limiti tempo. Altri sei stati, entro la 26ma settimana di gravidanza.

Non solo negli Stati Uniti, ma nel mondo, vengono previsti dei termini differenti per l’aborto.

Conferma d’una deriva ideologica che non ha fondatezza e ammissibilità sul piano scientifico.

Adesso pure in questo Stato si può quindi abortire praticamente fino a un’ora prima del parto.

Altra novità: l’aborto può essere eseguito dal medico in base al solo suo giudizio professionale.

Nessun processo di revisione da parte di collegi medici o giudiziari potrà vagliare e modificare il giudizio professionale del medico curante, concordato con la madre”, per la scelta abortiva.

I criteri restrittivi codificati nella norma del 2024 finora vigente, in ordine a salute e pericolo di vita della madre, sono superati e lasciati al giudizio del medico; tra essi andrebbero inclusi, per i promotori, secondo le prime interpretazioni estensive azzardate, anche le mutate circostanza della vita; concetto in sé ineffabile e arbitrario in cui sta tutto e il contrario di tutto.

Per i firmatari tutto si riduce a una pretesa semplice ma fondamentale: le decisioni sull’aborto devono rimanere una questione esclusiva tra la madre e il medico; nessun altro. Ovvio, alcuna considerazione per il vero protagonista della gravidanza, il nascituro; e l’altro attore, il padre.  

La legge viene motivata con l’intento di sottrarre la volontà abortiva all’egida delle scelte dei politici. Come evidenziato, sarebbe grottesco, se non fosse drammatico, che le decisioni sulla sanità non dovrebbero essere prese da politici, dice il politico che sta prendendo la decisione.

E salutata come affermazione della libertà della donna sul suo corpo: ma è altro essere umano!

Didaché: non ucciderai, farai perire il bambino con l’aborto, né l’ucciderai dopo ch’è nato.

Per ciò l’aborto è crimine orrendo. Basti citare l‘Evangelium Vitae di San Giovanni Paolo II.

Cosa insegna al mondo intero questa innovazione legislativa?

Importante, scorgere per tempo l’arrivo e così rigettare i cavalli di Troia; interpretare i segni dei tempi al loro primo profilarsi.
Sempre attuale il monito del Signore (Lc. 12, 54-57): Diceva ancora alle folle:

Quando vedete una nuvola salire da ponente dite: arriva la pioggia e co accade: E quando soffia lo scirocco dite farà caldo. Ipocriti. Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?”

Se si ammette eccezione non è più eccezione, ma diventa prima un precedente, poi una regola.

Rischiamo in Italia di vederlo a breve anche per un’altra aberrazione, il cd. suicidio assistito.

La governatrice democratica firmataria si dichiara cattolica. Contrasto spirituale irrisolvibile.

In passato era stata sentita pure da Papa Bergoglio come esperta in ambito di rischi ambientali.  Come dirsi e sentirsi cattolici se si è contro la vita dono di Dio e per la morte, veleno di satana? In tali casi scatta automatica la scomunica latae sententiae, cioè senza bisogno di atto formale. Ma tutto ciò impegna ogni altro credente, perché questa conseguenza è estensibile a quanti condivideranno sistemi, organismi o addirittura si candideranno in partiti che nei loro programmi prevedono o garantiscono l’aborto. A parte la contraddittorietà, c’è la scomunica!

Bisogna battersi sul piano etico, poi culturale, infine politico, per un sistema fondato sul Diritto Naturale, come prevede per la famiglia primo nucleo della società, lart. 29 della Costituzione.

Che la devastazione per il bagno di sangue che ne seguirà possa destare il sonno degli ignavi.

Noi Comitato ProlifeInsieme, come tanti altri difendiamo la cultura della vita. Facciamo rete!

    Avv. Prof. Giuseppe Longo. Comitato Pro-life insieme

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