Bimbi mai nati a causa dell’aborto: si devono loro onore e pietà

https://itacanotizie.it/2026/08/08/accadde-5-anni-fa-a-marsala-stop-al-registro-dei-bambini-mai-nati/#comment-117314

…Il provvedimento prevedeva inoltre l’istituzione di un apposito registro nel quale annotare un nome di fantasia per il feto e l’individuazione di uno spazio all’interno del cimitero destinato alla sepoltura, contrassegnato da un cippo con il numero assegnato nel registro.”

La decisione presa cinque anni addietro di eliminare il registro dei bimbi mai nati e di annullare la delibera sul seppellimento dei feti, forse per motivi puramente elettoralistici, non può che creare sconcerto: se una testata sente il dovere di ricordare una decisione di matrice puramente ideologica, la riflessione nel merito diventa obbligata.

Quanta tristezza nelle decisioni di politici che, offuscati dalle proprie idee e incapaci di pensare al dolore delle donne che hanno abortito! Continuare a proclamare che l’aborto sarebbe un “diritto”, porta a dimenticare alcuni aspetti sostanziali:
1) dal momento del concepimento c’è un nuovo essere vivente che a 18 giorni ha il cuore che batte. L’aborto quindi sopprime una vita.
2) qualunque donna sa che, nel momento in cui resta incinta, è Mamma. Può anche darsi che poi non lo diventi di fatto, ma nel suo cuore non può negare la verità: lo dimostrano le testimonianze di donne che hanno abortito e a distanza di decenni soffrono per aver rinunciato a quel bambino. La sindrome post aborto è ormai un fatto acclarato e gli psicologi, solo con grande difficoltà, riescono a far elaborare il lutto a una donna che prende consapevolezza dell’atto che ha compiuto.
3) gli uomini, artefici al 50% della nuova vita, spesso non si assumono la responsabilità di accoglierla e soprattutto di sostenere la mamma in difficoltà per la gravidanza. D’altro canto non mancano invece padri che, pur di fronte alla inaspettata presenza di un figlio, decidono di superare la paura per formare una nuova famiglia.

Dai politici, ci aspettiamo una presa di posizione in favore della vita e non della morte, come invece si è visto anche in occasione di questa delibera, ormai datata cinque anni fa. Quanti bambini potevano essere seppelliti, permettendo così ai loro genitori di avere un luogo dove ricordarli? L’onore e la pietà che si devono a chi per un istante è stato portato in questo mondo, per quanto nascosto nel ventre di una donna, rappresentano il senso della civiltà di un popolo. Continuare a chiamare in causa il “Medioevo“ come se fosse un’epoca arretrata dimostra invece che non si vuole riconoscere il dato scientifico inoppugnabile che nel 1200 invece non era noto: il DNA si forma al momento del concepimento, un nuovo essere unico e irripetibile, diverso dai suoi genitori, è presente e non diventerà “magicamente” un bambino, è già una persona, per quanto piccola e indifesa. Proprio tale fragilità dovrebbe essere uno sprone per i politici, a prendere posizione per eliminare la piaga dell’aborto volontario.

Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente del Comitato Pro-life insieme
http://www.prolifeinsieme.it