Abuso sui bambini: il mercato degli embrioni business dei nostri tempi

Guardando come questi video dove trans vantano una maternità costruita a tutti costie che purtroppo abbondano sul web, provo tanta tristezza

NON È IL MIO CHE DEVE DETERMINARE LE SCELTE
MA È IL BAMBINO CHE DEVE ESSERE SEMPRE AL CENTRO DI OGNI DECISIONE

NON È LA MIA REALIZZAZIONE PERSONALE
NON È LA MIA SODDISFAZIONE EMOTIVA
E NEPPURE IL MIO SOLO PIACERE, TANTO MENO LA MIA VOGLIA DI RIBELLIONE CONTRO NATURA CHE DEVE SPINGERE A CERCARE LA MATERNITÀ

MA SOLO IL VERO E PROPRIO BENE PER IL PICCOLO ESSERE UMANO NEL GREMBO MATERNO, CREATURA UNICA ED IRRIPETIBILE.

E QUALE È SECONDO VOI IL VERO BENE PER UN BAMBINO:
DIVENTARE IL PRODOTTO DI UN MERCATO CHE ARRICCHISCE L’INDUSTRIA DEI SURROGATI CHE DISUMANIZZA IL CONCEPIMENTO, LA GRAVIDANZA E L’ALLATTAMENTO
RENDENDO TUTTO LEGATO ALLA SOLA ED UNICA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE?

Nel mercato della surrogata commerciale, il bambino non nasce come soggetto di diritti, ma come oggetto di un accordo finanziario.
La sua vita inizia sulla base di un contratto transattivo gestito da agenzie, cliniche e avvocati, dove il suo trasferimento dai genitori gestazionali a quelli committenti avviene dietro pagamento.
SE IL BAMBINO È “DIFETTOSO” O ANCHE SOLO DIVERSO DA QUANTO PATTUITO A CONTRATTO PUO ESSERE AUTOMATICAMENTE ABORTITO, SCARTATO COME UN RIFIUTO.
Il nascituro viene così sottoposto a criteri di selezione e conformità tipici dei beni di consumo.
La logica di mercato impone la recisione immediata e programmata del legame affettivo, biologico e sensoriale che il neonato sviluppa con la madre durante i nove mesi di gestazione. Questa separazione istantanea alla nascita risponde alle esigenze del contratto, ignorando le primarie necessità psicofisiologiche del neonato.
Infine
Nel sistema dei pacchetti “tutto incluso” (con frequente ricorso a donatori anonimi di gameti e madri surrogate filtrate da agenzie), al bambino viene spesso negato il diritto di conoscere la propria storia biologica e le proprie origini, subordinando l’identità del minore agli interessi economici e materiali degli adulti coinvolti.

CHI NON VEDE IN QUESTA PRATICA CRUDELE E DISUMANA UN ABUSO SUI BAMBINI È SICURAMENTE ANCH’ESSO VITTIMA DI QUESTA IDEOLOGIA DI MORTE.

UN FIGLIO È SEMPRE UN DONO
MA NON PUÒ ESSERE MAI UN DIRITTO

Manuela Ferraro
Poggibonsi SI
Comitato Pro-Life Insieme

http://www.prolifeinsieme.it