Una donna che si è prestata ad una gravidanza surrogata (utero in affitto) ha difeso il bambino, affetto da labiopalatoschisi, contro la volontà della coppia che aveva commissionato la gravidanza e pretendeva che la madre surrogata abortisse.
E’ inconcepibile che si possa abortire un bambino affetto da labiopalatoschisi, condizione che si può risolvere chirurgicamente! il mito del figlio perfetto affligge oggi gran parte dei genitori. si vuole il controllo della vita, mentre la vita con le sue molteplici possibilità positive e negative sfugge al controllo dell’essere umano. “Non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello” ammonisce N.SignoreGesù Cristo (Matteo 5, 36). L’uomo deve essere prudente e ragionevolmente previdente, senza illudersi che questo suo atteggiamento possa garantire il controllo sulla vita.
Nel caso in esame si evidenzia la superbia e la presunzione della coppia che pensa di comprare un bambino sfruttando una donna probabilmente povera, e di consumare l’arbitrio di eliminare con il procurato aborto un figlio “imperfetto”. Si evidenzia anche un autentico amore materno nella donna che si era prestata alla gravidanza surrogata.
La gravidanza surrogata è in ogni caso riprovevole. Il legislatore che la consente va contro il diritto naturale, impone una tecnica che mercifica concepimento e gravidanza. La Procreazione Medicalmente Assistita genera una schiera di embrioni, che non verranno mai impiantati, bensì gettati via oppure criocongelati; è fallimentare nella stragrande maggioranza dei casi; non è in grado di riprodurre il cross talking tra concepito ed organismo materno. In caso di gravidanza surrogata emergono conflitti di interesse tra coppia commissionante e donna in affitto. Il figlio che nascerà subirà poi il disorientamento di chi non conosce le sue vere radici, così presuntuosamente e malamente manipolate.
Dott. Luciano Leone. Medico Pediatra
Comitato Prolife insieme
