Egregio direttore,
Mi consenta da insegnante di commentare l’articolo relativo all’educazione sessuale affettiva nelle scuole.
https://corrieredellaltoadige.corriere.it/notizie/politica/26_luglio_02/bolzano-educazione-sessuale-ed-affettiva-nelle-scuole-approvata-la-mozione-dei-verdi-33bf10ab-cdbd-4c2f-a0e5-6bba4d705xlk_amp.shtml
QUANDO ACCADONO EPISODI di violenza su ragazze e donne, da parte di fidanzati o compagni, il dolore e lo sconcerto sono condivisibili, come condivisibile è la voglia che non accadano mai più.
Però una domanda non riesco a non pormela:
come può l’educazione Sessuo- affettiva a scuola fronteggiare tale violenza?
Cosa si intende realmente per educazione Sessuo-affettiva?
La scuola, oggi più che mai, è oberata di progetti e di percorsi riconducibili alle “educazioni”.
Educazione alla salute, all’inclusione, alla ecologia, al digitale, alla tolleranza e così via.
Ma è proprio questo il compito della scuola?
LA PRIMA FORMA EDUCATIVA avviene in famiglia.
La famiglia quindi riveste ruolo primario nel contrastare fenomeni quali l’odio o la violenza.
Purtroppo, come ben raccontano recenti episodi di cronaca, le famiglie sono sempre più piene di problemi.
Viviamo inoltre in una società liquida in cui il concetto educazione è mutante.
E non si condivide nemmeno più l’idea di persona dal momento che nemmeno l’identità sessuale sembra avere più valenza.
Ognuno quindi ha la propria idea su quello che vuol dire educazione Sessuo-affettiva.
A cosa dunque si vuole tendere, a cosa si vuole educare se anche l’idea di uomo, donna, relazioni ha cambiato i connotati?
Oggi la persona viene concepita come un insieme di pezzetti al fine di creare un prodotto che risponda perfettamente alle esigenze di mercato.
E credo che qui sia il grosso problema.
L’educazione si è disintegrata perché la famiglia si è disintegrata.
È proprio questa la prima causa di violenza tra le nuove generazioni.
GLI ADULTI HANNO DISTRUTTO tutto il bello che le tradizioni storiche dei popoli hanno tramandato definendolo obsoleto.
Senza peraltro costruire nulla.
Lasciando i giovani con il vuoto.
Anzi, con la convinzione che tutto sia possibile, che ogni tabù deve essere abbattuto.
In balia spesso della realtà virtuale che distorce la vera realtà.
Favorendo così risposte violente perché il virtuale non combacia mai con il reale e quello che può essere possibile nel digitale non lo è mai nella realtà.
Tutte queste confuse risposte educative, che fanno parte di una società confusa, portate nella scuola, possono solo aumentare la violenza oltre a non fare compiere alla scuola il lavoro per il quale è finalizzata.
L’EDUCAZIONE SI DISTINGUE nettamente dall’istruzione, è prima di tutto la formazione dell’essere umano, di come deve comportarsi nella società.
Non è un accumulo di nozioni da inserire nell’individuo ma si pone come obiettivo il costruirne la personalità a tutto tondo.
L’OBIETTIVO ALLORA deve essere quello di formare persone in grado di costruire relazioni sane.
Come si può realizzare tutto questo?
Partendo dal basso, da tutto quello che è stato mandato in frantumi.
Da quei paletti che caratterizzavano un sano modus vivendi e che sono stati divelti in nome della libertà e dell’autodeterminazione.
Non è perciò accettabile trasformare l’educazione in una sorta di manipolazione facendo finta che tutto quello che c’era non esista più.
E la scuola, con qualche ora di educazione sessuo -affettiva non è in grado di riempire questo vuoto.
Ed è a questo punto che il pericolo di manipolazione ideologica diventa tutt’altro che remoto.
Chi sarebbe il personale formato che dovrebbe intervenire in questo compito ostico dando risposte in grado di porre un freno alla violenza?
Che tipo di formazione dovrebbe avere?
Angela D’Alessandro. Bolzano
Comitato “Prolife insieme”
www.prolifeinsieme.it
