https://www.eutanasialegale.it/
LA VITA UMANA VA SOSTENUTA, non incoraggiata a morire, anche quando la medicina che cura per guarire lascia il posto alla medicina che cura per sostenere.
La vita umana è sacra.
In quanto tale va aiutata.
Aiutare la vita significa non abbandonare, soprattutto nei momenti di fragilità, di dolore, di malattia chi sta male.
Significa offrire vicinanza e sollievo.
Perché l’unica risposta morale ed umana da offrire al malato deve essere quella di garantirgli assistenza attraverso il supporto medico, psicologico ed affettivo.
Le cure palliative sono un mezzo attraverso il quale il dolore si può controllare e, senza abusi terapeutici, migliorare la qualità della vita.
Se una persona si sente sostenuta da una adeguata rete di supporto, non ci sarà il rischio di vederla cadere nella tentazione di decidere di morire.
Non si sentirà sola, isolata, ma accompagnata.
IN ITALIA SI STA DISCUTENDO in Parlamento una legge sul suicidio assistito.
Per i casi, si dice, in cui questa sarebbe l’unica via per alleviare la sofferenza.
Non è sufficiente allora la sedazione che toglie il dolore ma non anticipa il decesso?
La strada dell’eutanasia, percorsa come via compassionevole è in realtà un percorso insidioso.
Chi oggi, magari in buona fede afferma che ci sono garanzie, esistono limiti per fare sì che non si arrivi agli eccessi,non ricorda o non sa che, nel 2002 i Paesi Bassi dissero le stesse cose.
Una legge, quella di questi paesi, che all’inizio valeva solo per gli adulti poi, lentamente, si è estesa anche ai bambini.
Ogni paletto è stato divelto, uno alla volta, con la stessa logica.
Perché eliminare dalla propria morale il principio di inviolabilità della vita umana fa sì che la lista di questi “nuovi diritti” si allunghi ed “Il sommo bene” non è più allora la custodia della persona.
LA VITA È UN DONO PREZIOSO e prendersene cura è uno dei modi migliori per onorarla.
Aprire quella porta è molto pericoloso perché ci porterebbe, come le realtà dei Paesi Bassi testimoniano, a decidere di mettere fine alla nostra vita quando tutto ci appare pesante.
Potrebbe essere la scelta di Lucia che lotta da anni contro l’anoressia.
Di Pietro che ha visto fallire il suo matrimonio ed ha perso il lavoro.
Di Giorgio che deve fare i conti con una malattia.
Di Beatrice che vive da anni assieme alla depressione.
E così, la lista si allungherebbe all’infinito.
E se fossero i nostri cari?
E se noi non potessimo impedire loro di uccidersi perché una legge lo permette?
Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
