https://www.uccronline.it/2026/05/11/da-vescovo-la-mia-sofferenza-per-le-veglie-lgbtq/
Carissimo Mons.Suetta,
ancora una volta la Sua sensibilità di vero Pastore sorprende e rincuora.
Sorprende perché nel pittoresco panorama di troppi suoi ” colleghi” impegnati come gli ignavi a correre dietro ad ogni bandiera e, nella fattispecie, a quella arcobaleno, la Sua preoccupazione pastorale di salvare le anime ricordando con paterna e disarmante semplicità ciò che la dottrina, la morale cattolica, i padri della chiesa e le sacre scritture affermano da sempre, rischia di fare di Lei un’eccezione, una “anomalia”.
Rincuora perché questo gregge percosso, disperso, confuso riconosce le Sue parole inscritte nel cuore di ogni uomo e se ne nutre, ritrova la speranza, non perde la fede , discerne la vera carità di chi , in modo tanto poco politically correct, indica la via maestra per la salvezza dell’anima rispetto alla quale tutto il resto è orpello!
Lei con il Suo esempio, il Suo coraggio , il caricarsi delle gravi responsabilità che il Suo ruolo impone, ci insegna a costruire sulla roccia della verità mentre altri lasciano che la sabbia e la palude inghiottano la casa e chi la abita.
No, non è mascherandosi, camuffandosi per non essere riconosciuti, per non essere pietra d’inciampo che si è prossimo per i nostri fratelli feriti, il buon samaritano non passa oltre ma neppure si appiattisce, si stende a fianco del ferito suggerendogli che sia sufficiente ignorare le lacerazioni, facendogli credere che tutto va bene ma, al contrario, cerca olio, unguenti, bende, aiuto perché riconosce i traumi e li vuole curare.
E allora grazie Mons Suetta per quella campana che risuona nei nostri cuori, perché le parole si trasformino in azioni concrete a favore di mamme e piccolini, perché le madri che hanno rinunciato alle loro creature ricordino che la conversione produce la misericordia e l’amore di Dio, perché tanti sacerdoti siano risvegliati dai rintocchi e abbandonino quel torpore che impedisce loro di riconoscere il peccato e di chiamare il bene, bene ed il male, male.
Grazie perchè ha marciato al nostro fianco a Roma.
Grazie perchè ha condiviso la sua sofferenza, che è anche la nostra, per le veglie LGBTQ+ che di cristiano non hanno proprio niente .
I promotori di queste ipocrite iniziative, proprio come gli ignavi di Dante, forse saranno esclusi dal paradiso ma anche negletti dall’inferno , infatti non proclamano la sana dottrina ma, come ha ampiamente dimostrato l’anno santo arcobaleno, sono derisi e scherniti dai loro stessi protetti!
Prof. Margherita Meloni
Comitato Pro-life insieme
www.prolifeinsieme.it
