Alto Adige:è distribuendo contraccettivi che si risponde alle fragilità adolescenziali?

https://www.altoadige.it/salute-e-benessere/contraccezione-gratis-in-alto-adige-via-libera-per-i-giovani-dai-14-ai-25-anni-1.4391442

La SANITÀ REGIONALE DELL’ALTO ADIGE estende la contraccezione gratuita ai giovani, già a partire dai 13 anni.
Questo come misura di prevenzione e tutela della salute.
L’ esigenza massicciamente condivisa di distribuire preservativi e non solo già ai ragazzini sembra, a detta di molti, fondata su bisogni reali.
Ma sarà davvero così?
È proprio questa la risposta da dare alle fragilità adolescenziali ?
Anticipare l’accesso ai contraccettivi?

VIVIAMO IN UNA SOCIETÀ che ha fatto del sesso il filo conduttore della maggior parte delle relazioni, ad ogni livello.
Il godimento immediato sembra essere diventato l’obiettivo principale della vita.
Le nuove generazioni sono cresciute imbevute di questa cultura edonista.
Viviamo tutti bombardati da messaggi a sfondo erotico veicolati da tv, cinema, pubblicità, dalla stampa, dagli smartphone.
Tutto alla portata di tutti, anche dei minori.
Non sorprende allora che i giovani, ma non solo, abbiano mente e cuore colmi di tali impulsi, magari inconsci.
Di fantasie disordinate e di aspettative spesso fuori dalla realtà.
Il distribuire contraccettivi diventa allora un modo di affrontare il problema partendo dall’ultima pagina del libro.
Senza dare importanza a cosa ci sia a monte.
Inoltre non si fa che esaltare questa effimera cultura edonista e materialista.
Vengono rigettati i valori che hanno fatto parte del nostro vivere, valori volutamente superati, derisi, per inseguire un modernismo esagerato, al fine di raggiungere una libertà che deve consacrare l’autodeterminazione affinché tutto diventi lecito.

SENZA PENSARE che la sessualità non è un fatto esclusivamente biologico.
È relazione, affettività, responsabilità, rispetto per sé è per l’altro.
Ormai pare non ci si debba più imbarazzare per nulla.
Ma così ci siamo impoveriti tutti.
Perché il sano imbarazzo è parte integrante delle relazioni intime ma che non impedisce di esprimersi nella libertà e nel rispetto della donazione reciproca.
Il sesso non può essere banalizzato, va custodito.
La vera prevenzione non può limitarsi a distribuire dispositivi o ad erogare prestazioni sanitarie.
La vera prevenzione è educativa.
È investendo nell’educazione affettiva che si accompagnano i giovani verso scelte consapevoli.
La domanda che dovremmo farci non è se sia importante rendere gratuito un servizio sanitario.
Dovremmo invece chiederci quale modello educativo stiamo proponendo ai nostri giovani.
Vogliamo passare il messaggio che ogni problema si può risolvere con uno strumento tecnico?
O magari sarebbe auspicabile aiutare i ragazzi a capire il valore delle relazioni, della responsabilità, del rispetto della vita?
Non è quindi distribuendo contraccettivi e giustificando come “normale” l’abbassamento dell’età alle esperienze sessuali che si potrà arrivare all’obiettivo sperato.
Ci si ritroverà al contrario a dover fare i conti con una società sempre più succube del sesso “protetto “ma meno felice.
Non è facendo così che si dà risposta al bisogno d’amore dell’uomo.
Questo è solo metterci una pezza pericolosa.
Una società matura si misura nella capacità di educare i propri giovani ad amare, rispettare e scegliere con consapevolezza.
È questa la vera sfida culturale che abbiamo davanti.
Qualcuno potrebbe giudicare il mio pensiero come filosofia arcaica, superata in quanto le persone stanno andando dritte in una direzione, rischiando però conseguenze pesanti.
Se non ci si ferma infatti a guardare dove ci sta portando tutta questa libertà, il pericolo sarà quello di venirne travolti e di procedere, a gamba tesa, verso la deriva antropologica.

Angela D’Alessandro. Bolzano
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it