Cristiani uniti nella difesa della Vita del bimbo concepito in USA: da noi?(video)

La marcia per la vita a Sacramento in California, dello scorso 16 Marzo,  suggerisce almeno due osservazioni:
1) davanti al Campidoglio ogni associazione Prolife aveva il proprio banchetto, le proprie bandiere, i propri gadget, volontari disposti a spiegare e a testimoniare. Un raro esempio di unità e pari dignità tra persone unite dalla stessa aspirazione: salvare i bambini dall’aborto. È vero che tutta l’organizzazione è stata gestita Dalla più strutturata delle realtà Prolife, che si è occupata di prenotare Gli spazi per tutti, contattare i deputati che si sono presentati al microfono per parlare ed esporre la propria disponibilità a intervenire politicamente a favore del bambino non nato. Però, al microfono, potevano prendere la parola tutti coloro che Si erano prenotati, nessuno escluso.

2) Molto partecipata è stata la preghiera guidata da pastori e Pastore protestanti davanti alla clinica degli aborti Planned Parenthood. Persone che non si conoscevano tra di loro unite dalla fede in Gesù Cristo si sono trovate a implorare la cessazione della mattanza quotidiana dei bambini prima della nascita. Senza vergognarsi di testimoniare la propria fede cristiana, tutti per mano a gruppi pronti a cantare e a pregare insieme.

 

Per chi, come noi del comitato “Prolife Insieme“, crede fin dalla propria fondazione che la chiave per far cessare gli aborti risieda necessariamente nell’unità dei Prolife illuminati dalla fede cristiana, notare che negli Stati Uniti si sia almeno in parte tentato di realizzare questo obiettivo fa riflettere. Che cosa manca a noi in Italia? Il nostro pontefice Leone XIV è stato molto chiaro nel merito dell’unità delle associazioni e dei movimenti.