L’ AMORE MORDI E FUGGI,
l’amore con l’aspetto di un pasticcino che una volta mangiato ed assaporato lo si mette da parte;
è questa l’idea che molti ragazzi e non solo, hanno dell’amore.
Almeno è ciò che si evince nel leggere i dati che denunciano le infezioni sessualmente trasmissibili.
Un amore che non pensa alla progettualità ma solo al “cogli l’attimo”.
Un amore infiammato dal fuoco della passione che dura il tempo di una emozione.
Senza sogni, senza promesse, senza aspettative.
Amare diventa innanzitutto una questione di pelle, di desiderio.
Quasi fosse più un’esperienza personale che di coppia, caratteristica invece propria del matrimonio in cui
ci si sceglie invece per amarsi per sempre ( almeno si spera).
Dove quell’ “amarsi per sempre” rappresenta l’essenza stessa dell’impegno.
Una scelta che si rinnova ogni giorno, che affronta le sfide quotidiane e che fa crescere uniti nel tempo che passa.
Il rapporto sessuale diventa allora un donarsi reciprocamente e l’unione non è più solo fisica ma condivisione profonda in cui si fondono intimità, fiducia e rispetto.
TALE DIMENSIONE dell’amore donante, dell’amore per sempre nonostante tutto, è però molto più complicata dell’amore della serie “fuoco d’artificio”.
Forse anche meno adrenalinica, più impegnativa senza dubbio.
Sulla base dunque dell’amore “carpe diem” è sicuramente più semplice “distribuire profilattici” che farsi due domande.
Più immediato diventa fare campagne di prevenzione sulle malattie derivanti da rapporti sessuali non protetti anziché riflettere su cosa rappresenti realmente una unione così intima.
I rapporti sessuali precoci tra gli adolescenti, ma non solo, anche i rapporti occasionali tra adulti, sono in realtà la deriva dell’amore.
L’amore quello con la A maiuscola, quello che non dura il tempo di un fine settimana a Venezia o in riva al lago di Como, ma che ha aspettative più nobili.
Quell’amore che ci ha fatto scegliere proprio lui, proprio lei e non quello derivato dallo scagliare a caso le frecce di un Cupido distratto.
Ecco che allora diventa vitale riinsegnare ai giovani che la persona con cui decidono di condividere la parte più vulnerabile di loro, va conosciuta in profondità, non solo per evitare infezioni ma anche per evitare di trasformare una delle cose più belle della vita in un banale “episodio di contatto”, che non prevede donazione gratuita e totale.
DIRE “TI AMO” deve avere la reale consapevolezza dell’importanza di ciò che si sta affermando.
Dire “ti amo” è volere il bene dell’altro sempre, anche quando finiscono le farfalle nello stomaco e verrebbe voglia di concludere con un “arrivederci e grazie…”.
È sì importante quindi insegnare alle persone a proteggersi dalle infezioni sessuali ma fondamentale è anche fornire consapevolezza affinché sia data ai rapporti sessuali la rilevanza che meritano.
Oltre alla prevenzione bisogna che ci sia una visione sana e consapevole della sessualità lavorando su due fronti:
la prevenzione e la valorizzazione dell’intimità che significa rispetto, al fine di fare diventare il sesso un’esperienza appagante e non una spada di Damocle.
“Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra,
varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni.”
(Alda Merini)
Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it
