Aborto, olocausto moderno della cui evidenza nessuno si scandalizza

“In Italia, ogni anno vengono effettuate circa 65.000 Interruzioni Volontarie di Gravidanza (IVG). Su scala globale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la stima è di circa 73 milioni di aborti indotti all’anno”

(cit. dal web)

PRATICAMENTE UN’ ECATOMBE!
Finanziata con i fondi pubblici, quelli che servirebbero per progetti di ricerca per la salute del cittadino o per garantirgli tutta l’assistenza medica necessaria.
Una conquista, a sentire moltissime voci, difesa a spada tratta senza condizioni.
Usata oggettivamente come contraccettivo.
Come il diritto di poter decidere sulla vita di un altro.
Un olocausto moderno alla cui evidenza nessuno si scandalizza perché l’embrione non è considerato vita.
Pur possedendo ciò che biologicamente gli permette di crescere, pur essendo vivo nel ventre materno, non viene considerato vita quando è in realtà VITA NASCENTE.

OGGI C’È CHI DECIDE fino a quale settimana i bambini hanno diritto a non essere uccisi e ciò non provoca orrore nella maggior parte delle persone.
Anzi, questo
continuo, martellante ammaestramento del mondo in cui viene ribadito alle donne il concetto che “il corpo è loro”, le spinge in tutti i modi ad uccidere il proprio bambino.
Invece che aiutarle, sostenerle per farsi carico della nuova vita, aiutarla a venire al mondo, le suggeriscono la via più semplice ossia quella di eliminare il problema.
Non si può negare che dare la vita ad un bambino, concepito senza essere realmente desiderato, rappresenti un grande sacrificio per la madre.
È pur vero che né gravidanza né parto siano una passeggiata.
È però anche vero che quelle creature sono state generate dalla condotta di una coppia e questi ultimi hanno verso di lui delle responsabilità.
Perché quel bambino esiste, è un essere umano.
Da difendere, da accompagnare, da aiutare, fin tanto che non sia in grado almeno di respirare da solo.

SE I GENITORI A QUEL PUNTO
non si sentono di continuare nell’impresa, esistono modi per garantire al piccolo la vita e sono il parto anonimo e le culle per la vita.
Oggi si tende a dare visibilità solo alle donne che lottano per il diritto ad abortire però non viene dato un millesimo di quella visibilità alle donne e agli uomini che invece marciano per la vita.
Due pesi due misure come sempre quando si va’ contro corrente.
Coloro che pensano da ingannati che l’aborto sia la soluzione migliore, così da non fare soffrire nessuno, forse non si rendono conto che durante una interruzione di gravidanza il bambino viene tagliato a pezzi quando è vivo.
Soffre e non solo fisicamente, soffre perché sente di non essere accolto, soffre perché è dilaniato.
Per questo motivo il medico newyorkese Bernard Nathanson ha smesso di fare aborti.
Attraverso una ecografia ha potuto mettere a fuoco il grido silenzioso di un bimbo ucciso nell’utero della mamma.
Nel suo libro “la mano di Dio
(The Hand of God) il medico racconta il proprio passaggio da pioniere dell’aborto a convinto attivista pro-vita.

QUANDO UNA DONNA concepisce è una mamma e anche se decide di liberarsi del “prodotto”,
ciò non cancellerà mai che da quel momento lei è e resterà sempre una mamma.
Mi sento vicina come mamma e come donna alle tante donne che portano dentro di sé la grande sofferenza di avere deciso per l’aborto.
Magari perché lasciate sole o ingannate.
Sono grata a chi, come noi di prolife insieme e ai tanti movimenti provita
( sempre peraltro ostacolati in ogni azione), i quali si prodigano affinché nessuna donna sia lasciata sola a portare un peso che le appare tanto superiore alle sue forze.
La civiltà di una società si misura da come tratta i figli più indifesi.
Una società che decida di mettere fine all’ olocausto, facendo in modo che la vita dei più deboli venga protetta in modo che nessuno venga lasciato indietro.

“Molte donne si chiedono:
metter al mondo un figlio perché?
Perché abbia fame? Perché abbia freddo? Perché venga tradito ed offeso? Perché muoia ammazzato alla guerra o da una malattia?
E negano la speranza che la sua fame sia saziata, che il suo freddo sia scaldato, che la fedeltà e il rispetto gli siano amici, che viva a lungo per tentar di cancellare le malattie e la guerra”
Oriana Fallaci

Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it

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